Via Principe di Piemonte, la strada che muore

Via Principe di Piemonte, la strada che muore

Negozi chiusi in Via Principe di Piemonte (foto di Roberto Passaretta)

Negozi chiusi in Via Principe di Piemonte (foto di Roberto Passaretta)

Serrande abbassate, poche persone in giro. Il centro di Minturno assume sempre più i connotati di una città fantasma. A parte il palazzo comunale che crea un minimo di movimento, dovuto ai cittadini che devono espletare qualche pratica negli uffici nelle ore mattutine, per il resto Via Principe di Piemonte resta deserta. Negli ultimi cinque anni hanno chiuso i battenti ben nove attività commerciali, ultima in ordine cronologico la storica farmacia della dottoressa Antonietta Forte, passata di gestione, che si è trasferita in un’altra zona più fortunata. Recentemente hanno chiuso anche l’altra storica filiale del Monte dei Paschi di Siena, accorpata a quella di Marina di Minturno, e Amici Intimi. Esercizi commerciali con decenni di storia alle spalle, che non hanno retto l’onda della crisi.

Una vera e propria ecatombe. In questi anni hanno abbassato le serrande la Pescheria Signore, New Style, un negozio di giocattoli, un altro di abbigliamento per bambini, un parrucchiere, uno studio di tatuaggi, mentre altre attività si sono avvicendate negli stessi locali, come l’Edicola Ciufo. Alcuni negozi, come il fioraio Salvatore Nerone, altra attività famosa e tra le più longeve di Minturno, ha preferito abbandonare il centro storico per trasferirsi in Via Luigi Cadorna, dove c’è un maggiore transito. Già, perché sopra Minturno ormai ci si arriva soltanto per recarsi al Comune. Non c’è nemmeno più il mercato del sabato, spostato da diversi mesi in Via Luigi Cadorna, di fronte la Scuola Media “Antonio Sebastiani”. E i pochi negozianti rimasti si lamentano di questo stato di cose.
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La testimonianza. Roberto, figlio di Andrea Passaretta, proprietario della Macelleria che sulla via principale di Minturno esiste dal 1980, affida i suoi pensieri al celebre social network Facebook: “Hanno prima chiuso il Municipio la mattina del sabato, poi hanno decentrato il comando della polizia municipale, l’ufficio postale, gli uffici Soes, tolto il Mercato, realizzato una orribile piazza e il contestatissimo senso unico e non parlo della totale assenza di pulizia della strada per decenza”. Parole che lasciano trasparire tutta la rabbia e la costernazione dei negozianti per una situazione ormai sempre più negativa. Come Passaretta, reggono nonostante le difficoltà attività che hanno fatto la storia del commercio locale come le Bomboniere Capogrosso o la Ferramenta Romano. Al loro fianco altre più giovani, che hanno avuto il coraggio di provarci a stare a Minturno, credendo nella forza del centro storico come il Ristorante Claudio Petrolo.
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Il degrado. Eppure non basta avere coraggio se poi l’area versa nel degrado. Passeggiando sul marciapiede non si può non notare la scarsa pulizia o i muri pieni di erbacce. I lavori dell’ascensore, che dovrebbe collegare la parte bassa di Via Principe di Piemonte con Piazza Portanova, sono fermi da anni. Il grosso scavo, ciò che resta dei primi lavori, è oggi utilizzato come deposito di immondizia. Un degrado che si aggiunge a quello di una strada che dovrebbe essere, al contrario, il biglietto da visita della città. Un biglietto che è solo la pallida fotocopia del suo glorioso passato.
Giuseppe Mallozzi

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