Mensa scolastica, richiesta di informazioni da parte dei genitori

Mensa scolastica, richiesta di informazioni da parte dei genitori

Una mensa scolastica

Una mensa scolastica

Una richiesta di informazioni sul servizio della mensa scolastica del Comune di Minturno. Sono più di 40 i genitori firmatari di una lettera inviata il 23 gennaio scorso al sindaco Paolo Graziano, all’ufficio servizi sociali e alla direzione didattica 2° Circolo di Minturno-Scauri. Ad oggi, però, a distanza di quasi un mese, nessuna risposta ancora è pervenuta ai richiedenti, che hanno i propri figli nel plesso di Tremensuoli.

Diverse le domande che riguardano requisiti igienico funzionali, autocontrollo e controllo ufficiale, criteri per la formulazione dei menù e l’acquisto delle materie prime o dei pasti pronti, organizzazione del sistema di produzione del pasto.

“Il Regolamento comunitario 178/2002 – si legge nella lettera – ribadisce il principio di responsabilità estendendolo anche al settore primario, con un approccio ‘di filiera’ che prevede la chiara rintracciabilità non solo dei prodotti e dei flussi ma, soprattutto, delle responsabilità.
1. Requisiti igienico funzionali.
Esiste documentazione che attesti il rispetto di tali requisiti per i locali adibiti alla preparazione dei pasti? E’possibile vederla?
2. Autocontrollo e controllo ufficiale
Relativamente agli aspetti relativi alla sicurezza alimentare, all’autocontrollo ed al controllo ufficiale degli Organi dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL:
a. esiste documentazione che attesti che i menù hanno avuto l’approvazione della ASL di competenza?
b. E’ possibile vederla?
3. Criteri per la formulazione dei menù e l’acquisto delle materie prime o dei pasti pronti
La scelta degli alimenti da destinare ai ragazzi pone l’esigenza di considerare non solo le qualità organolettiche e nutrizionali delle materie prime ma anche i processi produttivi che stanno a monte del prodotto:
a. Esistono ‘le linee guida nazionali per la formulazione dei menù’ e per la gestione del servizio mensa con particolare riferimento ai criteri di formulazione dei menù e scelta delle materie prime. Questi documenti sono stati presi in considerazione per la formulazione dei menù scolastici?
b. Perché il menù è lo stesso da molti anni?
c. Perché il menù non rispetta il criterio di rotazione di 4/5 settimane e non varia dall’inverno all’estate come definito dalle linee guida nazionali per la ristorazione scolastica?
d. Quali sono i criteri seguiti per la scelta delle materie prime? Gli alimenti scelti rispettano i criteri della filiera corta, cioè sono prodotti che hanno viaggiato poco e hanno subito pochi passaggi commerciali prima di arrivare alla cucina o alla tavola? Sono prodotti/alimenti DOP, IGP, STG (Specialità Tradizionali Garantite) e altre connotazioni locali?”

“I menù – continuano i firmatari – devono essere preparati con rotazione di almeno 4/5 settimane, in modo da non ripetere quasi mai la stessa ricetta, e diversi per il periodo autunno-inverno e primavera estate. In tal modo i bambini acquisiscono la disponibilità di ortaggi e frutta in relazione alle stagioni e soddisfano la necessità fisiologica di modificare l’alimentazione secondo il clima. Un menù variato, facilmente attuabile per la molteplicità di alimenti della dieta mediterranea, fa conoscere ai bambini alimenti diversi, nuovi sapori e stimola curiosità verso il cibo. Cfr. ‘Linee guida nazionali per la ristorazione scolastica’. Soprattutto alla luce delle ultime inquietanti scoperte sull’inquinamento delle zone in cui abitiamo, un controllo serrato della qualità dei prodotti utilizzati nelle mense scolastiche e consumati dai bambini dovrebbe essere assolutamente scontato.
a. Per quale motivo non è stata presa in considerazione la scelta di ricorrere a prodotti provenienti da agricoltura biologica nella ristorazione scolastica, prevista anche dalla legge n°488/99?
b. Come sono affrontati i temi della nutrizione e delle diete speciali (che non rispondano solo a problemi legati a intolleranze alimentari e patologie permanenti o temporanee. Ma anche a particolari esigenze religiose (mussulmani, ebrei, ecc..) ed etiche (vegetariani, vegani). Nella ristorazione scolastica nei menù proposti?
4. Organizzazione del sistema di produzione del pasto
a. qual è la formazione del personale addetto alla preparazione dei pasti? Seguono corsi di
aggiornamento periodici a sostegno di particolari aspetti di progetti di promozione della
salute?
b. esiste un sistema di monitoraggio della soddisfazione dell’utenza che è previsto dalle linee guida? Se non esiste perché non pensate di introdurlo?”

“L’81% delle mense scolastiche – conclude la lettera – utilizza prodotti con certificazione biologica, il 67% prodotti DOP, il 26% prodotti IGP, il 40% prodotti tipici e il 33% prodotti provenienti dal mercato equo e solidale (principalmente banane e cioccolato). In Trentino, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Puglia esiste una legge regionale che incentiva l’uso di prodotti biologici”. Una legge regionale che i firmatari vorrebbero che venisse applicata anche a Minturno.

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