Pedalata di San Valentino, in 300 sul lungomare di Scauri

Pedalata di San Valentino, in 300 sul lungomare di Scauri

Pedalata di San Valentino (foto di Luciano Lombardi)

Pedalata di San Valentino (foto di Luciano Lombardi)

Domenica 16 febbraio 2014, circa trecento persone hanno inforcato la bicicletta e si sono radunate prima in piazza Rotelli a Scauri e poi hanno pedalato fino a Monte d’Oro; hanno poi percorso tutto il lungomare fino al piazzale di Monte d’Argento  per poi ripercorrerlo tutto fino al lido Tintarella. Tra loro qualche pattinatore, molti bambini, intere famiglie, donne attempate e signori magari appesantiti dagli anni, ciclisti provetti e absolute beginners, anche un cane. E me. Faccio orgogliosamente parte, infatti, di quella Critical Mass che periodicamente si ritrova per pedalare tutti insieme. A lato della Critical Mass, esiste il CO.S.MO.S. Comitato Spontaneo Mobilità Sostenibile, gruppo di cittadini attivi che si prefiggono di sensibilizzare la popolazione sulla sostenibilità dell’andare in bicicletta e di raccogliere le firme per una petizione popolare che sostenga la presentazione di un progetto di pista ciclabile sul nostro lungomare. Questo è stato il sesto appuntamento e, gioite, ve ne rivelo i numeri: 1° settembre – 44 partecipanti; 13 ottobre – 120; 17 novembre – 240; 15 dicembre – 180; 12 gennaio – 160; domenica scorsa – 300 partecipanti e forse qualcuno di più.

Qualcuno di noi ha partecipato a tutte le biciclettate collettive, quindi non possiamo giocare a fare una somma, perché così arriveremmo a oltre 1000 biciclette già radunate. Però questo potrebbe essere un obbiettivo raggiungibile se le nostre strade diventassero più sicure. E la pista ciclabile renderebbe decisamente più sicura la vita di noi ciclisti. Proprio domenica, giornata in cui tutte queste biciclette sorridenti hanno pacificamente invaso il lungomare (una corsia per volta), giornata dunque nella quale gli automobilisti si sono dovuti confrontare con la presenza massiccia di ciclisti in strada, rientrando verso casa, per evitare una portiera apertasi repentinamente proprio davanti alla mia ruota anteriore, sono andata a finire addosso ad una automobile che mi stava sorpassando. Solo la mia prontezza mi ha salvata. Non ho inveito contro l’autista che ha aperto quella portiera, ma credo di averlo fulminato con lo sguardo. Spero abbia ringraziato la sua buona stella.

Neppure questo episodio ha tuttavia rovinato un pomeriggio meraviglioso. Meraviglia è stata quella che ho provato, ad un certo punto, quando voltandomi indietro ho visto questo serpentone di biciclette e risciò lungo circa un chilometro. Meraviglia, ancora una volta,  quella di constatare che la gente, quando pedala, sorride. E fa discorsi a pedali, non a motore. Credo sia intuibile la differenza.

Pedalata di San Valentino (foto di Luciano Lombardi)

Pedalata di San Valentino (foto di Luciano Lombardi)

Tra noi qualcuno, a fine giornata, ha tirato le somme e ha provato a fare un bilancio. So per certo che i promotori sono soddisfatti. So altrettanto per certo che io e molte persone come me abbiamo gioito e vogliamo altre biciclettate (ogni giovedì sera un gruppo di temerari percorre in bicicletta il tratto Formia – Gaeta, per il solo gusto di farlo). Vedo e sento, tuttavia, persone che stanno provando a strumentalizzare la Critical Mass che, lo ricordo, è un evento, non un movimento. Non si aderisce alla Critical Mass, vi si partecipa. Non è un partito, non raccoglierà voti o tessere per nessuno. È trasversale.  È espressione di un bisogno diffuso di aggregazione sì, ma soprattutto di viabilità sostenibile.  Lungo il percorso, sui marciapiedi e anche dai balconi delle case, moltissime persone ci sorridevano e molte chiedevano cosa stessimo facendo. A qualcuno abbiamo risposto a molti risponderemo ancora e ancora. Non ci stancheremo e continueremo.

Pedalata di San Valentino (foto di Luciano Lombardi)

Pedalata di San Valentino (foto di Luciano Lombardi)

La pista ciclabile, quella possibile, quella integrata in un progetto su ampia scala, quella che ci viene richiesta dall’Unione Europea e per la quale saremmo pronti già, se la nostra amministrazione si limitasse a capire, è possibile. Probabilmente, quando finalmente la otterremo, qualcuno si beerà, qualcuno ci “appenderà il cappello” attribuendosene il merito. Farà i conti con se stesso, davanti ad uno specchio, prima o poi.  Come li faranno tutte quelle persone che fanno dell’adesione alla Critical Mass un vanto, per il solo fatto di aver messo un “parteciperò” su un gruppo in Facebook, senza però aver mai pedalato in massa. Non serve a niente, nessuno ne trae vantaggio, non danneggia nessuno. Perché farlo? Critical Mass è un evento. Ogni volta è un evento sempre più bello e partecipato, e non è un club, non è un partito, non è una religione, non è qualcosa che voglia escludere qualcos’altro. È solo un fantastico evento in cui quante più persone possibile pedalano insieme, sorridendo. Ditemi se è poco…
Alla prossima, prestissimo.
Monica Penitenti

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