L’Arcivescovo di Gaeta a Scauri per benedire il nuovo ambone della Chiesa dell’Immacolata

L’Arcivescovo di Gaeta a Scauri per benedire il nuovo ambone della Chiesa dell’Immacolata

L'Arcivescovo di Gaeta Fabio Bernardo D'Onorio

L’Arcivescovo di Gaeta Fabio Bernardo D’Onorio

Domani domenica 9 marzo alle ore 18.00 su invito del parroco don Massimo Capodiferro nella Chiesa dell’Immacolata in Scauri il nostro amato Arcivescovo S.E. Mons. Fabio Bernardo D’Onorio presiederà la celebrazione eucaristica e, con l’occasione, benedirà il nuovo ambone realizzato dal Maestro marmista Peppino Lombardi su progetto dell’architetto Zaira Di Rocco. Nelle chiese cristiane l’ambone è la struttura dalla quale vengono proclamate le letture e che può essere in marmo, pietra o legno, chiusa da tre lati da un parapetto, aperto su una scala nel quarto lato; nelle chiese paleocristiane o romaniche si avevano due amboni ai lati dell’altare per la lettura, in quello di destra, generalmente più piccolo, dell’Epistola e in quello di sinistra per la proclamazione del Vangelo. Si differenzia dal pulpito, presente nelle chiese a partire dal XIV secolo circa: il pulpito era più alto e soprattutto, essendo destinato solo alla predicazione, che a partire dal Medioevo non era più considerata un momento organico della celebrazione liturgica, bensì un momento di istruzione al popolo, non si trovava nel presbiterio, bensì nella navata o addirittura all’esterno della chiesa. Il termine ambone viene dal greco ambon, che indica ogni superficie convessa, panciuta: di fatto, molti amboni presentano una convessità in corrispondenza del leggio. Sinonimo di ambone è pergamo, dal greco pergamon, luogo elevato; nel rito bizantino di lingua greca viene chiamato ambone l’ampio gradino antistante l’iconostasi, da dove il diacono canta il brano evangelico, anche se non esiste un vero e proprio leggio. Nel corso della celebrazione eucaristica hanno accesso all’ambone i seguenti ministri: il lettore che legge la pericope dell’Antico Testamento e l’Epistola, il salmista che canta le strofe del salmo responsoriale, il diacono che proclama il Vangelo. Nel Basso Medioevo il trasporto del lezionario verso l’ambone era accompagnato da un canto processionale detto conductus.  

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