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Mega antenna nel centro di Scauri, il Tar accoglie il ricorso di Telecom, Vodafone e Tre

Mega antenna nel centro di Scauri, il Tar accoglie il ricorso di Telecom, Vodafone e Tre

Antenne

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Il Comune di Minturno aveva bocciato la richiesta ma le tre compagnie telefoniche Telecom, Vodafone e Tre hanno vinto il ricorso al Tar di Latina contro l’Ente. Una batosta davvero imponente per l’amministrazione comunale che ora può fare poco o nulla per opporsi all’installazione di una antenna di 36 metri alle spalle del campo sportivo “Pirae”, sulla quale saranno posizionati i ripetitori dei tre colossi telefonici. Come si ricorderà, su quel progetto il Comune, tramite il responsabile dell’ufficio urbanistica, l’architetto Lucia Gallucci, aveva espresso il netto diniego in quanto l’antenna sarebbe stata installata su un terreno privato in pieno centro abitato, nei pressi della Via Appia e a pochi metri dal mare. Insomma, un vero pugno nell’occhio anche per lo skyline del lungomare, senza tenere conto delle conseguenze sulla salute. Le osservazioni e perplessità di carattere urbanistico sono state però sconfessate dalle tre sentenza del Tar (Telecom, Vodafone e Tre avevano infatti presentato separatamente i ricorsi davanti al tribunale amministrativo), che ha dato il via libera per l’installazione dell’impianto.

Preoccupazione per l’aumento delle emissioni elettromagnetiche è stata espressa dai residenti della zona che si troveranno una gigantesca antenna in un’area densamente abitata e addirittura nelle immediate vicinanze del campo sportivo dove giocano giovani e bambini. E in molti si stanno mobilitando per creare un comitato civico per opporsi a questa minaccia.

Un contenzioso che si sarebbe potuto evitare se il Comune si fosse dotato, per tempo, di un Piano Antenne che individuasse le aree potenzialmente idonee ad ospitare impianti. Infatti, in consiglio comunale è stato approvato soltanto il regolamento, propedeutico per la realizzazione di un vero e proprio Piano per l’individuazione delle aree idonee. In pratica, il regolamento, rispetto al vero e proprio piano, è un documento molto generale che non individua con precisione le zone adibite all’installazione degli impianti telefonici. Un vuoto legislativo sul quale hanno potuto fare breccia le istanze dei tre colossi che hanno presentato i ricorsi.

Lo ammette anche il neo assessore all’ambiente, Luca Salvatore: “Probabilmente si sarebbe potuto evitare tutto questo”. L’amministratore, però, non si è perso d’animo ed ha già avuto un incontro con i tecnici dell’Arpa Lazio: “Ci consigliano di avere un contatto con le aziende, al fine di trovare di comune accordo un altro luogo dove installare l’impianto. È una soluzione alquanto singolare, che non so quanto potrà essere proficua. Nel frattempo, sto contattando un ingegnere per le telecomunicazioni per trovare un escamotage. Il problema è che c’è molta confusione nella legislazione a livello nazionale. È anche vero, però, che con la sola approvazione del regolamento ci troviamo davanti ad un documento troppo generico, per cui dopo queste sentenze il Comune non si può opporre. Cercheremo in tutti i modi di risolvere questa delicata questione”.

Il problema è molto sentito a Minturno, basti pensare che sul territorio comunale, tra il 2009 e il 2011, sono state autorizzate ben 14 installazioni di antenne di telefonia mobile, molte delle quali ubicate nelle immediate vicinanze di abitazioni e luoghi sensibili.

Intanto, dall’opposizione si fanno sentire. Sempre sull’argomento delle antenne telefoniche ha presentato un’interrogazione il capogruppo di Minturno Cambia, Gerardo Stefanelli, indirizzata all’assessore all’ambiente Luca Salvatore, all’assessore al bilancio Gianfranco Colacicco, al presidente del consiglio comunale Gianni Izzo. L’esponente della minoranza chiede informazioni in merito al ripetitore di telefonia mobile installato a Scauri nell’area ex Sieci. In premessa Stefanelli ricorda che “da diversi anni è presente all’interno dell’Area Sieci un ripetitore per la telefonia mobile; l’area Sieci è posta al di sotto dell’Appia e all’interno del centro abitato; l’area Sieci è di proprietà del Comune di Minturno”. Pertanto, il consigliere comunale chiede di sapere “con quale provvedimento è stata autorizzata l’installazione di detto ripetitore, e se sono stati rilasciati tutti i necessari permessi e/o autorizzazioni necessari; con quale atto il Comune ha concesso l’utilizzo del suolo pubblico all’interno dell’Area Sieci; quale canone annuo viene corrisposto dal soggetto titolare di dette autorizzazioni al Comune di Minturno e per quanti anni; quanto ha incassato fino ad oggi il Comune di Minturno dalla presenza di detto ripetitore installato su suolo pubblico”.
Giuseppe Mallozzi

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