Mega antenna, le tre ordinanze del Tar

Mega antenna, le tre ordinanze del Tar

Il progetto della mega antenna (clicca sull'immagine per ingrandire)

Il progetto della mega antenna (clicca sull’immagine per ingrandire)

Sono quasi simili tra loro le tre ordinanze emesse dal Tar del Lazio – sezione di Latina nei confronti del Comune di Minturno, difeso dall’avvocato Giovanni Malinconico, in merito ai ricorsi presentati dalle tre compagnie telefoniche H3G, Vodafone e Telecom per l’installazione di una mega antenna da 36 metri in un terreno alle spalle del campo sportivo “Pirae” di Scauri, a due passi dal lungomare. Leggendo le motivazioni, il tribunale amministrativo mette in risalto da una parte l’inconsistenza del regolamento comunale, al quale doveva seguire il piano antenne, dall’altra la mancata mappatura delle fognature che sarebbero presenti sotto il terreno dove è prevista l’installazione.

Le tre compagnie si oppongono, in particolare, alla nota prot. n.25196 datata 28 giugno 2013 emessa dal Servizio Urbanistica del Comune di Minturno di diniego alla richiesta di autorizzazione relativa ad un impianto di comunicazione per la telefonia mobile; alla delibera del consiglio comunale n.6/2013 (disponibile alla fine dell’articolo, insieme alle tre ordinanze del Tar) e la nota prot. n.1281/2013 Risarcimento del danno. Ai tre ricorsi delle compagnie telefoniche si sono opposti anche i venti residenti con “richiesta incidentale avverso il silenzio assenso eventualmente formatosi su istanza presentata dalla parte ricorrente il 5 giugno 2012 prot. n.23279”.

Per il Tar il ricorso è fondato per quattro motivi. Il primo riguarda il regolamento comunale: “Le censure proposte contro il regolamento comunale per l’installazione e l’esercizio degli impianti di telecomunicazione per la telefonia cellulare appaiono fondate nella parte in cui denunciano che i divieti introdotti sono preordinati a finalità di protezione della salute umana piuttosto che all’esigenza di assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti”.

Il secondo riguarda la zona dove verrà installato l’impianto: “La qualificazione dell’area scelta dal punto di vista urbanistico appare irrilevante dato che gli impianti del tipo in contestazione, costituendo opere di urbanizzazione primaria, possono essere realizzati in qualsiasi zona comunale (sono cioè compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica); non risulta dimostrato d’altra parte che esista sull’area un vincolo di inedificabilità assoluta”.

E ancora, si legge, il diniego del responsabile del servizio urbanistica, Lucia Gallucci, “non può essere giustificato in base all’esistenza del vincolo paesaggistico dato che l’autorità preposta alla gestione di tale vincolo ha rilasciato la necessaria autorizzazione (e le disposizioni che introducono ulteriori limitazioni al riguardo recate dal regolamento comunale appaiono di dubbia legittimità”. L’autorità sarebbe sia la Regione Lazio che la Sovrintendenza dei Beni Archeologici del Lazio.

Infine, in merito “all’insistenza nell’area oggetto di intervento di condutture idriche e/o fognarie, il Comune, pur avendone avuto la possibilità, non ha fornito alcuna certezza al riguardo e nemmeno risulta aver eseguito un rilievo in loco per acclarare in modo conclusivo se e in qual misura l’impianto della ricorrente interferisca con le condutture in questione; né gli intervenienti hanno a loro volta fornito elementi persuasivi a dimostrazione di questo assunto”.

Per questi motivi, il Tar del Lazio ha accolto l’istanza di tutela cautelare, sospendendo l’efficacia degli atti impugnati. È stata fissata la discussione del ricorso all’udienza pubblica del prossimo 5 giugno 2014. In queste ore si sta formando un comitato civico contro l’installazione dell’antenna, che ha tenuto la sua prima riunione venerdì sera.
Giuseppe Mallozzi

DOWNLOAD: Delibera CC 6 – 23-01-2013
Ricorso H3G
Ricorso Telecom
Ricorso Vodafone

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