Giudice di pace senza personale, cause rinviate al 2015

Giudice di pace senza personale, cause rinviate al 2015

L'ufficio del Giudice di Pace di Minturno

L’ufficio del Giudice di Pace di Minturno

Cause rinviate al prossimo anno, rischio di rimanere con la cancelleria sguarnita. Versa in una situazione drammatica il giudice di pace di Minturno, che come stanno attualmente le cose rischia una chiusura per mancanza di personale. Il consigliere Mino Bembo, delegato al contenzioso, tranquillizza: “Nell’ufficio del giudice di pace di Minturno attualmente c’è un reggente nominato dal presidente del Tribunale di Cassino in attesa che arrivino i giudici titolari. Il personale non andrà via”. Resta però anche l’incognita sul finanziamento dell’ufficio stesso, vista la recente riforma delle circoscrizioni giudiziarie in seguito alla firma del decreto da parte del Ministro Andrea Orlando. Minturno aveva inviato un’istanza per mantenere in vita l’ufficio giudiziario di Via Luigi Cadorna ma facendosi carico delle spese.

Il funzionamento del presidio di giustizia dipenderà infatti dal coinvolgimento diretto nella gestione del servizio giustizia da parte dei Comuni interessati, che si faranno carico del reperimento del personale di cancelleria e dei necessari investimenti economici, prevedendo quindi la copertura delle spese in bilancio. Oltre Minturno, saranno coinvolti i Comuni limitrofi di Spigno Saturnia, Santi Cosma e Damiano e Castelforte, che usufruiscono del servizio giudiziario. Ad oggi, però, su questa situazione non si sa ancora nulla. E molto dipende dall’incognita degli ex LSU, anche perché il Comune di Minturno non può privarsi di altri dipendenti comunali da inserire nell’ufficio del giudice di pace né di assumere altro personale.

Nonostante, quindi, dal Comune minimizzino l’attuale situazione in cui versa il giudice di pace di Minturno, da contraltare i fatti dicono tutt’altro. Secondo quanto si apprende, venerdì scorso è giunto un decreto secondo cui giovedì 3 aprile la dipendente Nunzia Collalti dovrà prendere servizio presso la Procura di Cassino, mentre l’altro dipendente Angelo De Luca è stato assegnato al Tribunale di Cassino. A meno che il presidente del Tribunale di Cassino non decida altro, con un provvedimento che mantenga i due dipendenti a Minturno la situazione resta questa: un ufficio senza dipendenti e senza giudici. I due che c’erano sono stati assegnati ad altri tribunali: la dottoressa Lucia Sorrentino è andata a Isernia, mentre il dottor Pietro Fusaro a Santa Maria Capua Vetere. L’unico giudice rimasto a Minturno è la dottoressa Primiceri, che però farà ben poco se non smistare le cause. Tanto è vero che già venerdì scorso non le ha trattenute in decisione, rinviandole al 27 gennaio 2015 o al 3 febbraio 2015. Insomma, tempi da Matusalemme per la giustizia locale, che rappresentano una situazione disastrosa in quanto le cause hanno subito e subiranno rallentamenti e rinvii fissati addirittura al prossimo anno.

A questo punto sarebbe opportuna anche una presa di posizione chiara del Comune, soprattutto in merito alla previsione in bilancio delle spese di mantenimento del presidio di giustizia. Tra l’altro, già nel 2011 fu deciso il mantenimento con una deliberazione ufficiosa dei rappresentati dei partiti locali voluta dal commissario prefettizio Vincenzo Greco, su iniziativa degli esponenti di Minturno Domani, Pino D’Amici e Pino Sardelli. Tra l’altro, anche nel 2012, giunta Graziano, il consiglio comunale votò a favore del mantenimento del giudice di pace.
Giuseppe Mallozzi

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