Polemiche sul concorso dei vigili urbani: accuse di discriminazione religiosa

Polemiche sul concorso dei vigili urbani: accuse di discriminazione religiosa

Polizia Municipale

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Monta la polemica sul bando di selezione pubblica per la formazione di una graduatoria da utilizzare per assunzioni a tempo determinato di 30 Operatori di Vigilanza per il servizio di Polizia Municipale pubblicato dal Comune di Minturno, la cui scadenza per l’invio delle domande è fissata al 23 maggio 2014. Dopo le critiche del Movimento 5 Stelle in merito alla mancata assegnazione di un punteggio al possesso di una laurea, ora è la volta di un altro punto del bando ad essere contestato. Nell’Articolo 3, che contiene le informazioni per la “Presentazione della domanda. Termini e modalità”, si richiede, tra le altre cose, “(eventuale) essere di fede religiosa ebraica e di richiedere conseguentemente il rispetto del calendario ebraico ai sensi della Legge n. 101/89”. A sollevare il caso è il consigliere dell’opposizione consiliare Gerardo Stefanelli, che utilizza Facebook per esporre le proprie perplessità: “Il bando per il reclutamento dei vigili stagionali del Comune di Minturno contiene la richiesta, per chi è di religione ebraica, di dichiararlo nella domanda. Una violazione palese dell’Articolo 3 della Costituzione e dei principi fondamentali a tutela della dignità della persona umana e della riservatezza sulle proprie idee politiche religiose e sindacali. Solo a Minturno”. Nella discussione interviene anche l’avvocato Luigi Scipione, che commenta così: “Si chiama discriminazione razziale, penalmente perseguibile. Chiedo ufficialmente al Comando dei vigili urbani di Minturno di inviare adeguata informativa alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino. E’ discriminazione razziale dal momento che non si chiede a tutti il proprio orientamento religioso, ma lo si chiede solo a soggetti appartenenti a quel credo”. Leggendo nel “Regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi” (D.P.R. 09.05.1994 n. 487) non si fa alcuna menzione del culto religioso tra la documentazione da presentare. L’unico accenno è sulle prove d’esame. Il testo recita così: “Le prove del concorso sia scritte che orali non possono aver luogo nei giorni festivi né, ai sensi della legge 8 marzo 1989, n. 101, nei giorni di festività religiose ebraiche rese note con decreto del Ministro dell’interno mediante pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, nonché nei giorni di festività religiose valdesi”. Non resta, a questo punto, che attendere la risposta chiarificatrice dal Comando della Polizia Municipale.

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