Successo per il convegno “Inquinamento e problemi sanitari nel sud pontino” al Liceo Alberti

Successo per il convegno “Inquinamento e problemi sanitari nel sud pontino” al Liceo Alberti

convegno inquinamento liceo albertiFinalmente. Finalmente un problema sociale e un’aula piena. È questo il bilancio della conferenza tenuta questa mattina, presso il Liceo Scientifico “Leon Battista Alberti” dal Dr. Antonio Marfella su inquinamento e problemi sanitari nel sud pontino. La conferenza, voluta dalla sezione locale dell’House-Hospital diretta da Vanda Anselmi, e realizzata grazie alla sensibilità del dirigente scolastico Prof. Amato Polidoro e dell’assessorato all’igiene del Comune di Minturno nella persona del geometra Luca Salvatore. Il Dr. Marfella ha posto l’accento sulle discrepanze tra progresso, globalizzazione e risvolti negativi quali l’iperproduzione di rifiuti, la fame nel mondo, la schiavitù, la distruzione dell’ambiente facendo un bilancio spesso amaro, ma senza cancellare, soprattutto in presenza degli alunni, la speranza.

Un accenno un po’ amaro al mondo dell’oncologia dove il progresso nei risultati non è proporzionale alle somme economiche investite e dove lo strapotere delle case farmaceutiche ha dettato tempi e scenari.

L’INTERVENTO DEL DR. ANTONIO MARFELLA
Antonio-MarfellaSei miliardi di tonnellate di rifiuti l’anno prodotti nel mondo, di cui 5/6 speciali, industriali e tossici, fanno sedici milioni di tonnellate al giorno, 685mila tonnellate l’ora, 11500 tonnellate al minuto, di cui almeno il 30% scorrettamente e illegalmente smaltiti ad avvelenare terreno e matrici animali e umane. In Italia sono 457mila tonnellate al giorno, 19mila tonnellate ad ora, circa 320 tonnellate al minuto. In Campania sono 25mila tonnellate al giorno, di cui solo seimila tonnellate al giorno ormai di rifiuti urbani, di cui si parla sempre troppo e male, oltre mille tonnellate a ora, circa 18 tonnellate al minuto, di cui non più di 4 tonnellate al minuto di rifiuti urbani, 14 tonnellate al minuto di rifiuti speciali, industriali e tossici, e almeno 5 tonnellate al minuto di rifiuti speciali, industriali e tossici illegalmente prodotti in regime di evasione fiscale e quindi scorrettamente smaltiti a danno delle matrici ambientali, animali e umane. Mentre il rifiuto urbano è in costante diminuzione per la crisi economica mondiale, la produzione complessiva di rifiuti, grazie alla quota di rifiuto speciale, industriale e tossico è in costante incremento proprio per la crisi economica mondiale, finalizzata all’incremento globalizzato e senza controllo della produzione industriale con la diffusione mondiale del lavoro in schiavitù che ormai la Cina sta esportando in tutto il mondo, a cominciare dalla Campania e dall’Italia. Questi dati non si mettono nei computer degli epidemiologi, che prima di essere epidemiologi dovrebbero essere specialisti in igiene e quindi essere obbligati a conoscerli e a diffonderli, ma la specializzazione in igiene non è un obbligo e neanche un optional pure tra i presidenti dei pandori e dei panettoni in Campania per fare i direttori dei registri tumori e parlare anzi sparlare di incidenza, mortalità e danno da rifiuti in Campania.

pubblico presente liceo alberti convegno inquinamentoQuesta è la verità che provoca ormai nel mondo una epidemia di cancro contro natura (questo è Gomorra: peccare contro natura!) ed è confessare un peccato contro natura dire che il “cancro ormai non ha età” e che un essere umano su due, ormai tutti ridotti a lavorare in schiavitù, si appresta ad essere ammalato di cancro. Sia ben chiaro a tutti che non esiste nazione al mondo, a cominciare dall’Italia, in grado di sostenere i costi di curare adeguatamente oggi un cancro ogni due cittadini, e anche la diagnosi precoce a questo punto, determinerà lo sfascio sociale delle famiglie e della società perché i poveri saranno costretti o a distruggere la famiglia per curare il malato o a invocarne la eutanasia per salvare la famiglia! E gli “scienziati”, con il “testamento biologico” lo sanno bene e hanno già predisposto gli strumenti legali per avviare gli ammalati di cancro non più utilizzabili come consumatori di farmaci da duemila euro a fiala, verso la eutanasia legalizzata! Gli oncologi col sorriso a 500 euro a visita e a duemila euro a fiale curano ma mai guariscono, perché parlare di guarigione, come ha scritto l’oncologo della autodistruzione Veronesi, è un termine inappropriato. Dal cancro non si può guarire mai, in termini di completa restitutio ad integrum, si può al massimo sopravvivere campando per tutta la vita con la paura di ricaderci e quindi pagando ben volentieri 500 euro a visita e duemila euro a fiala a chi ci toglie, col sorriso del demonio, questa paura di dosso. Questa è la realtà del mondo di oggi, questa è la realtà della “oncologia della autodistruzione col sorriso” alla Veronesi! Io mi vergogno di appartenere a questa che ufficialmente oggi battezzo “la oncologia della autodistruzione col sorriso!” e chiedo a tutto il mondo, a tutti i medici, a tutti i cittadini, di cominciare una vera resistenza contro questo mondo di pazzi suicidi! Oggi comincia la resistenza, e siamo tutti partigiani in difesa del mondo, del lavoro non in schiavitù, della sanità pubblica non distrutta dalle lobbies delle case farmaceutiche e degli “oncologi della autodistruzione col sorriso”.

Adesso basta! E io sono “il comandante nessuno”, non voglio e non sarò mai, finché ho un alito di vita, un oncologo della autodistruzione per farmi una visita privata o un incarico o un comparaggio per comprarmi una Bmw. Sono orgoglioso di girare ancora per tutta la Campania con la mia alfa 156 di sedici anni di vita. Al contrario di quello che vorrebbero farci cambiare la Bmw ogni due anni, in cambio della “oncologia della autodistruzione col sorriso” che fa fare carriera ai medici, li fa girare il mondo in aereo e Bmw regalata dalla malattia dei pazienti, e gli fa mangiare il pandoro tutti i giorni, pur di negare che esistono pure i rifiuti. Ovviamente non quelli urbani, ma i rifiuti che nei computer degli epidemiologi non igienisti. Come quelli che guadagnano ma non lavorano in Campania. Non ci devono mai neppure entrare! Vergogna!

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