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Rifiuti, l’isola ecologica di Recillo non per la raccolta differenziata: sarà utilizzata per ingombranti e inerti

Rifiuti, l’isola ecologica di Recillo non per la raccolta differenziata: sarà utilizzata per ingombranti e inerti

L'entrata dell'isola ecologica di Recillo

L’entrata dell’isola ecologica di Recillo

I lavori all’isola ecologica di Recillo sono finalmente terminati. Ancora, però, non si sa quando entrerà in funzione. Già, perché si attendono altri due passaggi importanti: il primo riguarda la determina del responsabile del servizio lavori pubblici, che attesti la regolarità degli interventi; il secondo riguarda la comunicazione all’Asl in materia igienico-sanitaria. Ma sarà realmente una struttura che risolverà finalmente il problema rifiuti a Minturno? I lavori di somma urgenza, attesi dall’anno scorso, sarebbero dovuti servire a tamponare la situazione in attesa della realizzazione del centro di trasferenza in località Parchi, un progetto milionario fortemente voluto dal sindaco Paolo Graziano. Quindi, quell’area temporanea – al cui interno, nella parte retrostante, quasi fosse una discarica, sono abbandonati cassonetti e campane inutilizzabili, addirittura una barca – sarebbe dovuta essere di servizio per stoccare i vari rifiuti differenziati quali carta, plastica, alluminio e vetro. Almeno sui documenti, come si evince non solo da delibere comunali ma anche, in ultimo, dall’affidamento dei lavori alla ditta Conte Costruzioni SRL di Scauri. Nella determina 172/2013 si legge chiaramente che “con delibera di giunta comunale n. 174 in data 4 luglio 2013, esecutiva, è stata individuata l’area dell’ex depuratore in località Recillo, di proprietà comunale, quale sito da adibire a centro di raccolta comunale per i rifiuti differenziati”. Ebbene, non sarà così, perché l’amministrazione comunale ha invece cambiato idea: non rifiuti differenziati ma ci andrà a finire altro materiale come Raee, ingombranti, inerti e materiale di risulta. Lo conferma anche l’assessore all’igiene Luca Salvatore, che spiega: “Il problema di Recillo è che l’area è troppo piccola per le manovre dei mezzi, per questo siamo costretti a trovare altre soluzioni”. Soluzioni che, al momento, prevedono più viaggi in discarica da parte dei mezzi dell’ASA, con un aumento dei costi notevole, visto che la ditta attualmente non ha a disposizione gli scarrabili, che – come è noto – sono stati posti sotto sequestro dalla Guardia di Finanza di Formia lo scorso settembre nel corso dell’ennesima inchiesta sui rifiuti a Minturno che ha portato anche a tre persone denunciate per reati ambientali.
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Proprio la mancanza di un’isola ecologica e più in generale di un centro di trasferenza ha comportato un aggravio di costi sull’appalto dell’ASA. La ditta di Cisterna ha infatti chiesto il conto, come attestato dalla delibera 92 del 8 aprile 2014 (disponibile alla fine dell’articolo). “Tale sequestro – si legge nel documento – ha comportato e comporta una diversa organizzazione del servizio rispetto alla tipologia di raccolta differenziata (plastica, vetro, alluminio, carta, ingombranti ecc.) dovendo tale materiale essere trasferito nello stesso giorno di raccolta presso gli impianti autorizzati, non potendo provvedere al suo stoccaggio in quanto non vi sono a disposizione altre aree per il posizionamento dei cassoni scarrabili”. L’amministrazione stessa conferma che non vi sono altre aree idonee, quindi compresa quella dell’ex depuratore di Recillo. E qui sorge una domanda lecita: perché spendere circa 54mila euro per un’area che non sarà destinata alla raccolta differenziata, quando era stato deciso che temporaneamente i rifiuti differenziati sarebbero stati stoccati proprio lì in attesa della realizzazione dell’isola ecologica ai Parchi? Si dice che è troppo piccola. E non lo era anche prima di decidere la sua individuazione? A conti fatti, non solo l’Ente ha speso 54mila euro ma, al tempo stesso, saranno da pagare anche i costi aggiuntivi dell’ASA. Infatti, lo scorso 11 settembre, l’azienda comunicava, come si legge in delibera, “l’impossibilità di effettuare il servizio secondo quanto indicato nel capitolato d’appalto, proponendo una diversa organizzazione dello stesso, effettuando alcune turnazioni aggiuntive da cui ne scaturisce l’impiego dei mezzi per più ore lavorative e di per sé maggiori ore di manodopera”. Sulla somma che il Comune deve versare non si fa menzione, in quanto la giunta dà mandato al responsabile del servizio di quantificare le maggiori risorse impegnate.
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Il neo assessore all’igiene, Luca Salvatore, ovviamente si è trovato una situazione già in essere e quindi di risposte ne può dare ben poche. Ma su come risparmiare sui costi accessori ha delle idee precise: “È bene ribadire che stiamo vivendo una situazione di emergenza. Una soluzione a queste problematiche potrebbe essere una convenzione con la ditta Ambroselli di Castelforte, che è un centro autorizzato che tratta sia l’indifferenziato che il differenziato, avendo anche un’isola ecologica e macchinari a norma. Non avendo un sito di trasferenza, come Comune potremmo mantenere la convenzione già in essere con la discarica di Colfelice e al tempo stesso scaricare anche da Ambroselli. Avremmo un notevole abbattimento dei costi, risparmio sui tempi e sul carburante. Il risparmio riguarderebbe anche il ristoro per i Comuni attraversati dai nostri mezzi, cosa che in molti ignorano”.

Anche sul futuro l’assessore qualcosa la dice: “Sto lavorando per evitare che i rifiuti invadano le strade come accaduto nelle passate stagioni estive. Il Comune sembra che abbia cassonetti in più e quindi la mia intenzione è di aumentarne il numero in strada, al fine di garantire massima copertura del territorio. Se non dovessero bastare contatteremo delle ditte vicine per avere una fornitura per questa estate”.

Altro nodo da sciogliere è quello della proroga con l’ASA, in scadenza il prossimo 24 aprile. Ad oggi, infatti, non è ancora sicuro che la ditta di Cisterna continui a gestire il servizio della raccolta dei rifiuti a Minturno. “Domani ho un appuntamento con il CNS – dice l’assessore all’igiene – che è il vincitore dell’appalto con le due ditte ASA e 29 Giugno. Io vorrei scongiurare che possa essere la seconda a proseguire il servizio per continuare con l’ASA”.

L’ex Asia, altro problema irrisolto da anni, attualmente versa in uno stato pietoso, con cumuli di rifiuti di ogni tipo abbandonati all’entrata. L’ex deposito è sotto sequestro dal 2008 e, ancora oggi, non è stata fatta alcuna richiesta di dissequestro. “L’area sarà bonificata”, annuncia Salvatore. Ma anche qui ci sono degli impedimenti. “Ho fatto richiesta alla finanza della documentazione del sequestro per capire le criticità contestate come reato ambientale, anche per avere contezza dei costi per la futura bonifica. Bisognerà chiedere autorizzazione al pm Miliano e all’autorità che ha in capo il processo, ovvero la Corte d’Appello di Roma, in quanto il processo in primo grado ha già una sentenza. Non ho certezza sui tempi, per questo mi sono impegnato per tamponare almeno la situazione di questa estate”.

Infine, il nuovo bando sui rifiuti. “La Cooperativa Erica – spiega Salvatore – ci ha inviato la documentazione, ovvero il disciplinare di gara e il bando ma mancavano gli allegati, giunti in Comune solo pochi giorni fa. Voglio analizzare nel dettaglio il bando, insieme a esperti di settore, ed eliminare alcuni servizi accessori in modo da abbassare il costo totale. Sto esaminando il disciplinare di gara, perché voglio evitare ribassi eccessivi per contrastare eventuali inserimenti malavitosi, ma premiare i progetti migliorativi. Un primo passaggio avverrà a breve in commissione. Conto di avviare il procedimento per il nuovo bando subito dopo l’estate”.
Giuseppe Mallozzi

DOWNLOAD: Delibera GC 92-2014

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