Tremensuoli entra negli annali della storia contemporanea del Kentucky

Tremensuoli entra negli annali della storia contemporanea del Kentucky

L'incisione del soldato Webb

L’incisione del soldato Webb

Come è ben documentato in tutti i libri di storia, l’Italia ha partecipato ai diversi conflitti mondiali che hanno segnato in modi diversi e indimenticabili, il destino di molti Paesi. Anche Minturno, nel suo piccolo, ha avuto un ruolo importante per via della linea Gustav, tracciata da Hitler nel 1943, che divideva in due la penisola italiana, dalla foce del fiume Garigliano fino ad Ortona (Chieti), passando per Cassino. Non a caso, infatti, Minturno è medaglia d’oro al merito civile proprio per l’importante ruolo che i suoi abitanti hanno avuto durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo ben 70 anni dalla fine di quel sanguinoso conflitto, Giovanni Caruso, residente a Tremensuoli e tra i fondatori di Critical Mass che sta portando avanti la richiesta per l’istituzione di una pista ciclabile sul lungomare di Scauri, ha deciso di scoprire qualcosa di più su una scritta risalente al 1944 e incisa sul muro di pietra di un’abitazione nel centro storico della panoramica frazione di Minturno. Dopo averla avuta davanti agli occhi fin da bambino, sfruttando le ormai enormi potenzialità di internet, ha intrapreso una ricerca per saperne di più.

La scritta in questione (come si vede nella foto) riportava “M.A. Webb, C-ville, Ky., 1944 March 30”, ovvero le iniziali del nome del soldato che ha fatto l’incisione, la data del giorno in cui ha lasciato la scritta e infine la sua città natale e lo Stato di appartenenza. Grazie al Centro di Storia orale Louie B. Nunn dell’università del Kentucky, nella sezione dedicata ai veterani della II Guerra Mondiale, Caruso è riuscito a scoprire l’identità del soldato americano in questione tramite un’intervista orale registrata nel 1986. Il misterioso writer è stato così svelato, tale Marshall Webb di Campbellsville, nel Kentucky che nel 1944 si trovava a Tremensuoli in veste di alleato.

Proprio attraverso questa testimonianza, conservata al centro Nunn, Caruso ha scoperto che Webb è stato a Tremensuoli con i suoi compagni soldati per circa tre mesi, impegnato in un’importante battaglia. In questa intervista risalente al 1986 l’allora ex soldato (che è morto nel 2004) ha raccontato di quei mesi a Minturno e ha persino letto una poesia che scrisse proprio durante il suo soggiorno a Tremensuoli. Quindi, grazie a questi archivi di storia orale, Caruso è riuscito a scoprire non solo l’identità del soldato che nel 1944 incise le sue iniziali, ma anche quello che visse in quel periodo. La sua curiosità ha portato alla luce, una volta di più, quanto il Comune di Minturno sia stato uno dei centri nevralgici della II Guerra Mondiale.

Quello che sorprende è come un pezzo di storia che appare così lontana, dopo 70 anni riesca ad essere ancora estremamente sentita e attuale, proprio per via di reperti storici o incisioni come questa, oltre alle testimonianze di molti anziani che, ancora oggi, hanno un ricordo vivido di quei difficili anni di guerra. In America ci sono molti centri di ricerca storica che si occupano di storia contemporanea, il centro Nunn è solo uno di questi, ma proprio grazie a simili realtà il patrimonio di vita vissuta non viene perduto, ma anzi, acquisisce importanti tasselli che vanno ad aggiungersi alle numerose testimonianze scritte che poi compongono anche parte dei nostri libri di storia.

Giovanni Caruso

Giovanni Caruso

“Non volevo che questa storia restasse solo mia – ha dichiarato Caruso – ma potesse diventare di tutti. E infatti sono stato contattato da diversi abitanti di Tremensuoli, che mi hanno invitato per l’inserimento della storia della ‘scritta’ nell’ambito di una serie di incontri culturali proposti alla cittadinanza, collegati alle celebrazioni della festa patronale di S. Nicandro per la prossima estate. Ho percepito in tutti loro l’urgenza di rivalutare questo nostro bellissimo territorio. Sono certo che agevolare una sensibilità più diffusa su questi e altri temi sia fondamentale per un rilancio di tutta Minturno, per salvaguardare le sue bellezze, le sue tradizioni, la sua storia, senza esclusioni, a partire proprio dalle frazioni”. Come lo stesso Caruso consiglia, sarebbe inoltre opportuno che l’Amministrazione Comunale si adoperasse a conservare fisicamente quella scritta incisa 70 anni fa. “In fondo – conclude – qui non abbiamo solo il mare, ma c’è molto altro da scoprire: sono certo che i turisti sarebbe ben felici di conoscere la nostra storia”.

La città di Minturno, pur essendo medaglia d’oro al merito civile ed essendo stata a lungo interessata dal conflitto mondiale, ad oggi non ha ancora un museo che raccolga testimonianze, fonti, reperti e incisioni di quegli anni. Un vero peccato, se si pensa che il nostro territorio è pieno di cimeli di questo tipo e che proprio gli anziani con la loro testimonianza diretta, sono una fonte preziosa e irripetibile di conoscenza di un passato di conflitti che, purtroppo, guardando anche poco distante dal nostro naso (vedi l’Ucraina, per fare solo un esempio) non è poi così lontano. La tradizione orale è e dovrebbe essere preservata, per non perdere le nostre radici, ma soprattutto per non dimenticare mai da dove veniamo e, ancor più importante, cosa vorremmo essere per un futuro migliore.
Gisella Calabrese

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