Rifiuti, cambiano le ditte ma restano gli stessi problemi

Rifiuti, cambiano le ditte ma restano gli stessi problemi

ASAI 37 operatori ecologici non hanno ancora ricevuto lo stipendio. Nonostante ampie rassicurazioni e l’impegno dell’assessore all’igiene Luca Salvatore a far partire subito un primo bonifico a saldo di una parte degli arretrati che il Comune di Minturno deve ancora pagare all’ASA, la ditta ad oggi non ha ancora versato il mensile per i dipendenti. Sembra di rivivere le stesse situazioni con la Ego Eco, che spesso ricevendo i pagamenti in ritardo dal Comune poi non erogava gli stipendi agli operai. Eppure oggi la ditta è un’altra. I lavoratori avevano minacciato lo sciopero per il 17 aprile, rientrato soltanto perché non c’era stata l’unanimità alla partecipazione. Sembrava essere tutto risolto, ma così non è stato. L’ASA, da parte sua, ha deciso di non proseguire l’appalto con il Comune di Minturno. Alla base ci sarebbero motivazioni che riguarderebbero in particolare le condizioni di lavoro: ovvero, la mancanza di un’area idonea che ha determinato il sequestro nel settembre 2013 da parte della Guardia di Finanza di Formia di oltre dieci scarrabili e la denuncia per reati ambientali di tre persone. Un errore della stessa amministrazione comunale, che – come riferisce espressamente nella delibera 92 dell’8 aprile 2014 (disponibile alla fine dell’articolo) – ha affidato l’area dell’ex deposito Asia, sita in località Parchi, ancora sottoposta a sequestro dal 2008. E ancora oggi non c’è un’area disponibile, nemmeno l’isola ecologica temporanea a Recillo (che tra l’altro sarà utilizzata unicamente per materiali di risulta, inerti, ingombranti e Raee), i cui lavori sono terminati ma non vi sono le autorizzazioni necessarie ad aprire. Insomma, la ditta di Cisterna se l’è data a gambe levate e da domani, data di scadenza della proroga del contratto d’appalto, il servizio sarà preso in carico dall’altra ditta consorziata con il CNS di Bologna, la 29 Giugno.

E’ la stessa ASA a dichiarare le condizioni precarie di lavoro a cui è stata costretta a lavorare in una lettera protocollata il 27 febbraio 2014 (prot. n. 5709, contenuta nella determina 58 del 27 marzo 2014, disponibile alla fine dell’articolo), con la quale respinge al mittente i verbali di contestazioni presentati dal servizio igiene, che hanno determinato una decurtazione di 1.700 euro per mancato spazzamento e cassonetti danneggiati. “Come abbiamo avuto modo di segnalarvi con nota del 9 dicembre 2013 – si legge nella missiva – l’impossibilità di utilizzare l’area ex Asia e gli idonei contenitori in essa ubicati e la mancata consegna da parte dell’amministrazione comunale di Minturno di un’altra idonea area non ci ha consentito né tuttora ci consente di svolgere con continuità alcune delle attività previste contrattualmente quali: il ritiro degli ingombranti e del verde, lo spazzamento meccanizzato, gli interventi di riparazione e/o la sostituzione dei contenitori danneggiati. Poiché le contestazioni trasmesseci riguardo tali fattispecie di attività (la pulizia delle aree bidoni infatti, come previsto dal Capitolato Speciale d’Appalto, rientra tra le attività di spazzamento) la scrivente declina ogni responsabilità in merito a tali disservizi pur impegnandosi, per mero spirito di collaborazione, a provvedere ad effettuare specifici interventi compatibilmente con la calendarizzazione degli altri servizi di igiene urbana”.

Proprio la mancanza di un’area idonea ad espletare al meglio il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani ha determinato un aumento delle spese per il Comune. Nella già citata delibera 92/2014 si legge chiaramente, a conferma di quanto già scritto sopra, che “tale sequestro ha comportato e comporta una diversa organizzazione del servizio rispetto alla tipologia di raccolta della differenziata (plastica, vetro, alluminio, carta, ingombranti ecc.) dovendo tale materiale essere trasferito nello stesso giorno di raccolta presso gli impianti autorizzati, non potendo provvedere al suo stoccaggio in quanto non vi sono a disposizione altre aree per il posizionamento dei cassoni scarrabili”. Inoltre, con nota dell’11 settembre 2013 l’ASA comunicava “l’impossibilità di effettuare il servizio secondo quanto indicato nel capitolato di appalto, proponendo una diversa organizzazione dello stesso effettuando alcune turnazioni aggiuntive da cui ne scaturisce l’impiego dei mezzi per più ore lavorative e di per sé maggiori ore di manodopera”. E la ditta ha fornito un lungo elenco di servizi aggiuntivi. L’amministrazione ha dato mandato al responsabile del servizio igiene di quantificare le maggiori risorse impegnate.

Ma per il Comune di Minturno è stato davvero conveniente lasciare la Ego Eco per l’ASA? In verità la differenza di servizio non si vede: i cassonetti spesso sono colmi di immondizia (vedi anche le ultime vacanze di Pasqua), bidoni vecchi e logori, la raccolta differenziata praticamente inesistente. Al tempo stesso l’Ente sta pagando di più per ricevere di meno: il mensile si aggira intorno ai 220mila euro ma senza servizi come lo sfalcio dell’erba o la pulizia delle aree verdi, previsti invece dall’appalto con la Ego Eco, che quindi devono essere previsti a parte. Senza contare l’esposizione ad un contenzioso legale in merito alla richiesta di risarcimento danni di 7 milioni di euro da parte della ditta di Cassino, che già in termini legali è costato all’Ente oltre 30mila euro e di cui è incerto l’esito.

Per cercare di contenere i costi dell’attuale servizio di raccolta dei rifiuti, l’assessore Luca Salvatore ha pensato di utilizzare l’impianto per il conferimento della frazione secca dei rifiuti presso il Centro CSA di Castelforte (Delibera 101 del 18 aprile 2014, disponibile alla fine dell’articolo), che data la vicinanza dovrebbe consentire al Comune di Minturno un guadagno in termini economici e di tempo. Resta da vedere quanta raccolta differenziata si riesca a produrre.
Giuseppe Mallozzi

DOWNLOAD: Determina 58-2014

Delibera GC 101-2014

Delibera GC 91-2014

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