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Rifiuti, la verità dell’ASA: l’azienda consegna un dossier alle forze dell’ordine

Rifiuti, la verità dell’ASA: l’azienda consegna un dossier alle forze dell’ordine

ASAUn corposo dossier di oltre cento pagine nel quale viene presentata tutta la documentazione riguardante la gestione dei rifiuti da fine luglio ad oggi. Lo ha consegnato in questi giorni l’ASA alla Prefettura di Latina, al Gruppo della Guardia di Finanza di Formia, ai carabinieri di Minturno e al Commissariato di Polizia di Formia e ai sindacati, in risposta alle ordinanze del sindaco di Minturno Paolo Graziano. Un fitto carteggio che chiarisce in molti punti le inadempienze del Comune di Minturno nei confronti dell’azienda di Cisterna e anzi come “abbia messo in piedi un sistema finalizzato ‘solo’ a scaricare le gravi responsabilità dell’Ente sulla nostra società, anche col fine di non adempiere agli impegni economici assunti”. Questa l’accusa contenuta nella prima pagina del dossier. Chiara e netta. L’ASA denuncia l’inerzia con la quale l’amministrazione ha gestito l’intera situazione, senza addivenire ad una soluzione. Nove mesi in cui non è stata messa a posto un’area come l’ex Asia o realizzata un’altra idonea per effettuare la raccolta differenziata. E sono numerose le note che l’azienda di Cisterna ha inviato al sindaco Graziano e all’ufficio igiene per palesare tale stato di cose. Tutto nero su bianco.

“Premesso che la chiusura del Centro di Raccolta Comunale (l’ex Asia, ndr) – si legge nella lettera di apertura – ha radicalmente modificato l’esecuzione del servizio appaltato, l’ente attraverso una serie di azioni ha inteso accollare alla nostra società le sue gravi inefficienze, quali: non avendo certezza della disponibilità di un centro di raccolta ha comunque appaltato il servizio; il continuo cambio dei responsabili del servizio che ha comportato ogni volta visioni e impostazioni diverse; ha messo in essere un sistema di comunicazioni inteso solo a scrollarsi di dosso le responsabilità che sono imputabili solo al Comune di Minturno con comportamenti che verbalmente rassicuravano la nostra società ma che formalmente non riconoscevano il dovuto dei servizi straordinari resi fino alla delibera di giunta, in cui genericamente si parlava di servizi extra assunti il 9 settembre 2013, dopo ben 7 mesi dall’inizio dei lavori straordinari senza che detta delibera fosse confortata da necessari pareri e impegni di spesa; dopo il mutamento del servizio ha posto in essere un sistema di penali finalizzate solo all’addebito di ingenti somme alla nostra società, avendo la piena consapevolezza che eravamo impossibilitati all’adempimento per l’avvenuta mutazione del servizio. Anche in questo caso avevamo dall’ente piene rassicurazioni verbali quali ‘I vigili non conoscono le problematiche, ci pensiamo noi’; il sistema delle proroghe da noi non volute ‘imposte con la motivazione che tanto non potevamo sospendere un servizio ‘pubblico’”.

A suffragio di quanto detto, l’ASA fornisce una lunga serie di documenti, pubblicandoli in sequenza cronologica. Si comincia con il verbale di consegna in via d’urgenza dell’ex Asia del 24 luglio 2013. Nel documento viene segnalato che in seguito al sopralluogo dell’area è presente sul piazzale un’ingente quantità di rifiuti di vario genere che la ditta precedente, la Ego Eco, non ha rimosso e che l’ASA si è impegnata a rimuovere e conferire presso le apposite piattaforme, prevedendo quindi un costo aggiuntivo non previsto dal capitolato speciale d’appalto. Nel verbale, inoltre, per la prima volta si fa cenno alla non regolarità dell’area data in affidamento dopo l’aggiudicazione dell’appalto, ovvero l’ex deposito Asia in località Parchi: l’ASA scrive che nell’area sono presenti impianti da revisionare e adeguare da parte del Comune di Minturno e viene rilevata l’assenza di una rampa. Un altro servizio extra (comunicazione del 26 luglio 2013) è quello della rimozione delle campane della Ego Eco, che quest’ultima non ha provveduto a togliere dalle strade.

Finalmente il Comune comprende che l’area ex Asia non è compatibile con il servizio di raccolta dei rifiuti e, in data 1 agosto 2013, l’allora responsabile del servizio Maurizio Fiore invia un’istanza di autorizzazione alla sezione fallimentare del Tribunale di Latina e al curatore fallimentare Pierpaolo Supino ad eseguire lavori di somma urgenza per la messa a norma dell’area e la realizzazione di una vasca di raccolta e trattamento delle prime acque meteoriche. Vengono anche forniti gli interventi, a cura dell’ente, necessari all’adeguamento dell’impianto di depurazione. Quindi, nero su bianco, si ammette che l’area – che era stata dapprima consegnata alla Ego Eco – non era a norma. Da sottolineare che nel capitolato d’appalto il Comune ha scritto che sarebbe stata affidata un’area idonea, di proprietà comunale, per svolgere il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Un’altra nota, sempre dell’ASA, del 29 luglio 2013, denuncia lo stato di degrado in cui versa l’ex Asia, rendendo precario lo svolgimento delle attività contrattualmente pattuite. In particolare, viene chiesto di conoscere se tale area sia provvista dei requisiti tecnico gestionali previste dal D.M. dell’8 aprile 2008 (che disciplina i centri di raccolta comunali). Inoltre, nel segnalare che l’area è sprovvista di spogliatori per le maestranze e servizi igienici, l’ASA sollecita l’amministrazione comunale alla tempestiva predisposizione degli interventi necessari all’adeguamento di tale area.

Con l’ordinanza sindacale n. 34 del 2 agosto 2013, il sindaco Graziano ordina all’ASA di rimuovere “ad horas” le campane della Ego Eco, stracolme di rifiuti, poste sotto sequestro dalla Guardia di Finanza, e di mettere a disposizione, in via straordinaria, tutte le risorse umane, attrezzature e mezzi necessari all’esecuzione immediata delle operazioni. Un computo che viene inserito nei servizi extra che oggi la ditta di Cisterna sta chiedendo che vengano corrisposti.

ASADopo quasi un mese dall’affidamento del servizio all’ASA, avvenuto il 25 luglio 2013, il sindaco Graziano, con una lettera indirizza al pm Giuseppe Miliano (prot. n. 27871 del 14 agosto 2013), chiede alla Procura della Repubblica di Latina se sia possibile l’utilizzo dell’ex Asia fino alla realizzazione del nuovo sito. Quindi, l’amministrazione comunale ha affidato un’area ad oggi ancora sotto sequestro alla nuova ditta, senza prima aver ricevuto le debite rassicurazioni dalla magistratura. E così, poco meno di un mese dopo (era il 6 settembre 2013), puntuale come un orologio svizzero, arriva la Guardia di Finanza che ha posto sotto sequestro nuovamente l’area e 13 scarrabili, essenziali per raccogliere i rifiuti, denunciando anche tre persone per reati ambientali. Ed è proprio il Comune, con nota del 9 settembre 2013 a firma del nuovo responsabile del servizio igiene Salvatore Martone, appena insediatosi dopo le dimissioni di Maurizio Fiore, a chiedere all’ASA di provvedere al servizio alle nuove modalità di svolgimento del servizio, adottando nuovi modelli organizzativi, quindi provvedendo anche all’adeguamento del capitolato d’appalto. Di qui il potenziamento del servizio con mezzi e risorse idonee. Il 17 settembre 2013 l’ASA fornisce il dettaglio dei costi aggiuntivi: 37mila euro al mese in più. Il Comune chiede l’adeguamento del prezzo, con la scontistica prevista dal capitolato: il prezzo scende a 30mila euro. Ad oggi l’ufficio igiene ha richiesto almeno cinque volte l’elenco dei servizi aggiuntivi e la quantificazione in termini economici, quando questi sono già stati forniti a settembre scorso. Con la nota del 20 settembre 2013, l’ASA fornisce una dettagliata relazione sulle modalità organizzative, sulle risorse e mezzi necessari al potenziamento del servizio richiesto dal Comune di Minturno, e viene precisato che tale potenziamento è transitorio in quanto necessario solo fino alla consegna di un idoneo centro comunale di raccolta. Un mese dopo si dimette Salvatore Martone e subentra il nuovo responsabile del servizio igiene Carlo Frasca, in carica ancora oggi.

Intercorre un periodo di silenzio, interrotto solo il 9 dicembre 2013, con una nota dell’ASA che lamenta la mancata risposta del Comune in merito al potenziamento dei servizio e all’assenza di una adeguata area adibita a centro di raccolta e comunica, inoltre, di non poter effettuare tutte le attività necessarie al rispetto del contratto. L’azienda, inoltre, sollecita il Comune ad effettuare misure di controllo del territorio al fine di limitare il fenomeno di abbandono dei rifiuti da parte dei cittadini nell’area adiacente l’entrata dell’ex Asia. Nella stessa comunicazione viene richiesta l’indicazione di un luogo idoneo dove poter conferire i rifiuti prodotti dall’attività di spazzamento meccanizzato.

È con la nota del 13 dicembre 2013 che l’azienda comunica che non è intenzionata ad accettare proroghe per il proseguimento del servizio. Dopo la nota del 14 gennaio 2014, con la quale per l’ennesima volta la ditta quantifica i maggiori costi sostenuti per l’esecuzione dei servizi suppletivi, ne segue un’altra due giorni dopo, indirizzata al sindaco Graziano, con la quale l’ASA rileva, ancora una volta, l’inadempienza del Comune nell’effettuare gli interventi necessari a consentire lo svolgimento del servizio alle condizioni contrattualmente previste e il permanere delle condizioni di estrema precarietà nello svolgimento delle attività di raccolta degli RSU e spazzamento, ma anche in materia di sicurezza e igiene ambientale. Viene ribadita, per la seconda volta, la volontà di concludere il servizio non oltre il termine occorrente all’amministrazione comunale per provvedere all’affidamento a un’altra azienda. Il 24 gennaio una nuova lettera dell’ASA dichiara, per la terza volta, di non essere disponibile ad accettare la proroga del servizio agli stessi patti e condizioni previsti dal capitolato speciale d’appalto in quanto, a seguito della chiusura del centro dell’ex Asia, sono radicalmente modificate le modalità e i termini del servizio. Segue comunque una proroga di tre mesi, al fine di evitare l’interruzione del pubblico servizio.

Il 30 gennaio 2014 si svolge un incontro con l’azienda insieme all’allora assessore all’igiene Roberto Lepone e il responsabile del servizio Carlo Frasca, nel corso del quale prendono atto e riconoscono verbalmente la corretta esecuzione dei servizi suppletivi, impegnandosi formalmente a corrispondere le competenze maturate dall’ASA. Per questo motivo, la ditta chiede il pagamento delle fatture sia degli interventi ordinari che straordinari.

Cominciano le contestazioni del Comune, con sanzioni elevate alla ditta, la quale con nota del 26 febbraio scorso le rigetta. Questa la motivazione: l’assenza di un centro di raccolta alternativo, che non è stato ancora consegnato dal Comune nonostante gli impegni assunti (l’area di Recillo), non consentiva il regolare ritiro proprio delle tipologie di rifiuti (verde, ingombranti, polveri provenienti da spazzamento meccanizzato ecc.) oggetto di contestazione. L’ASA sollecita inoltre l’amministrazione comunale a saldare le fatture relative alle prestazioni ordinarie e straordinarie. Nel frattempo, si è dimesso anche il consulente Attilio Novelli, che contesta l’operato dell’ufficio igiene.

Nonostante in precedenza l’azienda abbia dichiarato la propria indisponibilità a proseguire il servizio, accetta l’ulteriore proroga di un mese, con scadenza il 24 maggio 2014, al fine di evitare l’interruzione del pubblico servizio e permettere al Comune di far entrare una nuova ditta.

A inizio maggio viene avviato lo stato di agitazione dei netturbini per il mancato pagamento degli stipendi da parte dell’ASA e il conseguente scempio dei rifiuti in strada. In risposta all’ordinanza n. 12 del sindaco Graziano, con la quale si intima di provvedere alla raccolta, in una nota del 2 maggio 2014 la ditta precisa di aver più volte informato l’amministrazione comunale di non essere in grado di poter corrispondere ai propri dipendenti gli stipendi, sino a quando il Comune non provveda al pagamento delle spettanze maturate e al contempo informa di aver provveduto a diffidare i dipendenti di astenersi dall’interruzione di pubblico servizio.

Ma di quali costi parliamo? Con nota del 22 aprile 2014, indirizzata al Comune di Minturno, l’avvocato Giuseppe Angeloni, legale dell’ASA, rivendica che a tale data l’ente non aveva ancora provveduto al pagamento della somma di 668.319,77 euro, relativa a prestazioni di carattere ordinario (mesi di gennaio, febbraio e marzo), nonché la somma di 295.849 euro relativa a prestazioni straordinarie. Totale: 696.4168,77 euro. Il 2 maggio arriva la risposta del Comune, che dichiara di aver predisposto il pagamento dei canoni relativi ai mesi di gennaio e febbraio e al contempo riconosce l’esigibilità del credito maturato per servizi straordinari. Allo stato attuale mancano ancora all’appello marzo e aprile e ovviamente maggio da corrispondere il prossimo mese. Ovvero quasi 950mila euro, compresi i servizi extra.

L’ultima comunicazione dell’ASA è del 6 maggio, indirizzata al sindaco Graziano, al Prefetto di Latina, ai sindacati e alle forze dell’ordine, con la quale l’azienda ribadisce di essere del tutto estranea alla decisione dei propri dipendenti di interrompere il servizio di raccolta il 2 maggio; lamenta il mancato pagamento dei servizi di potenziamento resisi necessari a seguito della chiusura dell’ex Asia per i quali è stata data puntuale rendicontazione; precisa che il ritardo di 10 mesi nei pagamenti aveva causato grande difficoltà alla ditta impedendogli il pagamento dello stipendio ai propri dipendenti; ribadisce la volontà di non accettare ulteriori proroghe del servizio; si impegna comunque al pagamento di quanto dovuto ai lavoratori e fornitori.

Si capisce da questa dettagliata cronistoria da una parte le difficoltà di una ditta nel gestire il servizio rifiuti a Minturno, non avendo a disposizione un’area a norma per lo svolgimento dello stesso; dall’altra, un’amministrazione comunale che, nonostante i solleciti e la consapevolezza di tale situazione, ad oggi non hanno ancora provveduto ad adeguare né l’area esistente né individuarne un’altra di sua proprietà o addirittura da prendere in affitto. La stessa isola ecologica di Recillo servirà soltanto per Raee, ingombranti, inerti e materiale di risulta e non per svolgervi la raccolta differenziata, anche perché la zona non è compatibile al transito dei mezzi. Emerge quindi che la prossima ditta, che prenderà servizio dopo il 25 maggio, si troverà di fronte agli stessi problemi se non avrà a sua disposizione un’area a norma dove svolgere in tutta serenità il servizio rifiuti. Tutto questo, però, lo pagano sia in termini economici che di vivibilità gli stessi cittadini. Come sempre.
Giuseppe Mallozzi

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