Rifiuti, dopo la Ego Eco anche l’ASA chiede i danni al Comune di Minturno

Rifiuti, dopo la Ego Eco anche l’ASA chiede i danni al Comune di Minturno

ASADopo la Ego Eco, che ha citato in giudizio il Comune di Minturno con un risarcimento danni da 7 milioni di euro, anche l’Asa dichiara guerra all’Ente. Due ditte che hanno svolto il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani per conto del Comune: la prima dal 2006 all’anno scorso, l’altra dal 25 luglio 2013 fino a pochi giorni fa. Una guerra legale proposta dall’azienda di Cisterna per recuperare le somme arretrate dei mensili, oltre al risarcimento danni per l’immagine compromessa. Ad oggi la ditta deve ricevere circa 700mila euro, relativi ai mesi di aprile e maggio (il mese di marzo è stato corrisposto in questi giorni), oltre a tutti i servizi extra effettuati da settembre dello scorso anno fino a pochi giorni fa quando è scaduta la seconda proroga. Servizi – pari a 30mila euro al mese svolti per almeno otto mesi – che sono stati compiuti in seguito al sequestro di 13 scarrabili presso l’ex deposito Asia operato dalla Guardia di Finanza di Formia, che ha portato alla denuncia di tre persone per reati ambientali.

Una lunga nota, quella scritta dall’Asa, che nelle scorse settimane aveva consegnato un lungo dossier alle forze dell’ordine sullo stato della raccolta dei rifiuti, nella quale viene spiegata nel dettaglio la situazione in essere con il Comune di Minturno e che mette in risalto le enormi difficoltà a gestire il servizio rifiuti in un’area non adeguata come l’ex Asia. Il sindaco Paolo Graziano aveva emanato un’ordinanza di pulizia del piazzale in seguito all’ennesima visita delle Fiamme Gialle.

La ditta spiega di aver dato “la propria disponibilità ad eseguire il servizio di rimozione dei rifiuti ingombranti abbandonati dai cittadini senz’altro non consapevoli in quanto non informati della indisponibilità del centro, centro che – come noto – è sottoposto a sequestro da parte dell’Autorità giudiziaria”. Proprio perché sequestrato, la ditta ha ritenuto inapplicabile l’ordinanza senza previa autorizzazione da parte della Procura di Latina. “Cosa di cui l’Ente si sarebbe dovuto preoccupare”, rimarca l’Asa. Inoltre, il 24 febbraio scorso, l’azienda aveva comunicato all’amministrazione “l’impossibilità di chiudere l’accesso al centro in quanto il muro perimetrale risultava pericolante a seguito di maltempo presentando un varco e quindi rendendo l’area stessa insicura ed accessibile a chiunque”. Richiesta, nonostante i solleciti, rimasta senza seguito. Inoltre, sugli stipendi arretrati e sui Tfr la società rassicura i lavoratori: “Quanto prima saranno eseguiti i bonifici del dovuto, nonostante il Comune non abbia provveduto al pagamento né delle mensilità ordinarie né delle straordinarie”.

L’Asa, inoltre, sottolinea quanto “l’affidamento temporaneo ora dato alla subentrata ditta è, in termini di costo, ben maggiore di quanto richiesto dalla scrivente per lo svolgimento dello stesso servizio alle stesse modalità”, mentre “l’affidamento del servizio provvisorio è stato effettuato invitando anche aziende prive dei requisiti necessari per la partecipazione fissati dalla stessa amministrazione nella lettera di invito”. “In tale contesto – prosegue la nota – era ‘naturale’ affidare l’appalto all’unica idonea ad un importo ben maggiore di quello richiesto dalla società Asa (compresi i servizi straordinari) mai pagato”. L’azienda ricorda che voleva concludere l’appalto fin dal mese di gennaio ma “ha subito sin da tale scadenza le proroghe dell’Ente”. E conclude di essere “ben felice di abbandonare il sito”. Il caso rifiuti sembra non aver più fine.
Giuseppe Mallozzi

Ti è piaciuto questo articolo? Sostieni Minturnet con una DONAZIONE --> CLICCA QUI!



Segui Minturnet su Facebook e Twitter per essere sempre aggiornato


Iscriviti alla Newsletter gratuita. Clicca qui!

Usa Facebook per lasciare un commento a questo articolo

Share