Giudice di pace addio: l’amministrazione fa marcia indietro

Giudice di pace addio: l’amministrazione fa marcia indietro

L'ufficio del Giudice di Pace di Minturno

L’ufficio del Giudice di Pace di Minturno

Minturno perde anche il giudice di pace. Brusca sterzata dell’amministrazione comunale che ha deciso di non mantenerlo in vita, nonostante il presidio sia rientrato tra quelli che potevano essere gestiti direttamente dai Comuni. La decisione è stata resa nota durante la riunione di maggioranza tenutasi martedì sera. Da ricordare che il consiglio comunale si era espresso in maniera favorevole sul mantenimento del presidio di giustizia. Secondo quanto si apprende, i problemi sarebbero prettamente economici. Anzi, da indiscrezioni, sembrerebbe che non vi sarebbero nemmeno i soldi per coprire le trasferte dei tre impiegati comunali che dovevano frequentare i corsi di aggiornamento a Cassino per acquisire le competenze necessarie al fine di lavorare nell’ufficio. In effetti, qualche avvisaglia si era vista scorrendo le voci del bilancio triennale approvato lo scorso anno, nel quale non figurano voci riguardanti il giudice di pace nemmeno per l’anno 2014. Tra l’altro, gli altri Comuni limitrofi di Castelforte, Santi Cosma e Damiano e Spigno Saturnia hanno dato il loro diniego a partecipare alle spese. Diversa, invece, la situazione di Gaeta, dove l’amministrazione guidata dal sindaco Cosmo Mitrano è riuscita a coinvolgere i Comuni di Formia, Itri e Ponza stipulando una convenzione. Sulla questione non ha voluto lasciare commenti Mino Bembo, il consigliere delegato al contenzioso che fin dal suo insediamento si era impegnato su questo fronte, limitandosi a dire di essere “molto critico su questa decisione dell’amministrazione comunale, anche perché non ci sarebbero stati oneri particolari per il Comune”. Da vedere se ora ci sarà qualche ripercussione nell’assetto in maggioranza, visto che il giudice di pace era uno dei cavalli di battaglia del programma elettorale. Di certo una sconfitta per Minturno che perde l’ennesimo servizio. Una città ormai depauperata di tutto.
Giuseppe Mallozzi

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