Scauri come il Bronx tra scippi, furti e accoltellamenti

Scauri come il Bronx tra scippi, furti e accoltellamenti

Il luogo dell'aggressione

Il luogo dell’aggressione

L’episodio dell’accoltellamento del ragazzo di sedici anni avvenuto lunedì scorso sul lungomare porta alla ribalta il problema della sicurezza. Un problema che ad oggi sembra non essere stato affrontato con la giusta attenzione. Molti sono i cittadini che chiedono una presenza maggiore di vigili urbani per le strade e più in generale delle altre forze dell’ordine. In passato, durante il periodo estivo, c’erano molti posti di blocco sul lungomare e sulla Via Appia. Oggi è invece un lusso. La paura dei residenti è evidente, tangibile. In molti preferiscono starsene a casa piuttosto che passeggiare di sera. E questo perché quotidianamente si assiste a scippi o rapine di ogni genere. Si comincia la mattina a mare, sulla spiaggia, dove spariscono borse, cellulari, occhiali da sole e oggetti di valore. Ma anche asciugamani o pareo. Insomma, razzie che per quanto di piccola entità sono pur sempre fastidiose. Per non parlare dei furti in appartamento: a Scauri ormai sono all’ordine del giorno. E si stanno moltiplicando anche gli scippi sul lungomare, in presenza di tanta gente ai danni soprattutto di ragazzine. In una situazione del genere serpeggia la paura, ma non solo: c’è un sentimento forse peggiore, quello dell’impotenza, quello di non poter riuscire a risolvere questo problema da soli. Ma anche quello di non essere tutelati dalle autorità. Ad oggi manca un chiaro segnale da chi dovrebbe sovrintendere il governo del territorio. Nonostante vi sia stato quel tremendo episodio, fortunatamente senza ulteriori conseguenze per il povero ragazzo, non si vedono controlli per le strade. A Scauri ognuno è libero di fare ciò che più gli pare, anche andarsene in giro a petto nudo, tanto nessuno controlla o fa rispettare le ordinanze emesse. Oggi, nel 2014, Scauri è il Bronx. E’ terra di conquista: una mera estensione dell’hinterland di Caserta o di Napoli. Forse si dovrebbe iniziare a organizzare severi controlli su chi affitta gli appartamenti, cominciare a fare selezione, alzare il livello del nostro turismo non solo per tutelare gli abitanti del posto ma anche quella quantità di turisti onesti, che non sono pochi e che continuano a venire a Scauri non tanto per i servizi offerti che non ci sono ma per un discorso affettivo, e che spesso si vedono accomunati a quella porzione di turisti sgradita che rende il territorio deficitario di quella sensazione di sicurezza che dovrebbe essere alla base di qualsiasi luogo civile. Un obiettivo che si può raggiungere solo attraverso un serio monitoraggio interforze, che andrebbe coordinato dall’alto, da chi governa, e non lasciato alla buona volontà di qualche militare operante sul territorio.
Giuseppe Mallozzi

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