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Quote rosa e debiti fuori bilancio, gli interventi di Mimma Nuzzo in consiglio comunale

Quote rosa e debiti fuori bilancio, gli interventi di Mimma Nuzzo in consiglio comunale

Mimma Nuzzo

Mimma Nuzzo

Nel corso del consiglio comunale di ieri mattina, la capogruppo del Pd, Mimma Nuzzo, in quanto Presidente della commissione trasparenza e unica donna eletta nell’Assise Comunale già dal 2010 con un vuoto di genere lungo di anni, ha richiamato l’attenzione della Giunta sulla L.215 del 23 novembre 2012, art.2, laddove viene sancito il rispetto della parità di accesso delle donne e degli uomini alle cariche elettive e agli organi esecutivi (Il Sole 24 Ore dello scorso 11 agosto): v. TAR Palermo n.14310/10, TAR Calabria n.589/12, TAR Lazio n.633/13 e anche TAR Lecce). “Faccio riferimento – ha detto Mimma Nuzzo al consiglio comunale di ieri – anche alla giunta Galasso, che, a suo tempo, disattese le norme se non anche gli accordi elettorali pur di cercare di ‘mantenersi a gall’. A maggior ragione lo sottolineo oggi, che non sono parte direttamente interessata, ma sicuramente attenta alla tutela delle norme a sostegno di una maggiore e attiva presenza delle donne nei vari livelli istituzionali e decisionali”. Mimma Nuzzo ritiene il passaggio di Stefanelli nel Pd come una scelta naturale: “C’è stata condivisione del percorso di opposizione in questi due anni”. Ha apprezzato l’intervento di Bembo, del quale condivide modalità e stile. Sollecita il Sindaco a dare risposte in merito all’attuazione del programma elettorale presentato ai cittadini e a darne conto annualmente, come per legge, in Consiglio Comunale.

La capogruppo del Pd di Minturno è intervenuta anche sulla situazione dei debiti fuori bilancio: “Risale al 14 gennaio una mia specifica richiesta finalizzata ad ottenerne una chiara ricognizione. Nel corso del tempo, in quanto allora componente della Commissione Bilancio, avevo inteso, su proposta del Presidente della commissione, il consigliere M. Ferrara, che si sarebbe seguito un ordine probabilmente cronologico e che si sarebbe, comunque, portato in Consiglio Comunale la discussione degli stessi per raggruppamento, considerato il lungo elenco, senza trascurare l’ipotesi di operare anche per transazione ove possibile.

All’epoca si parlava di Previsione di Bilancio entro il 30 aprile, per cui la successiva proroga al 30 settembre – sempre che non ci saranno altre proroghe, cui, come da prassi, questa amministrazione certamente aderirà – ha bloccato ogni cosa. Ovviamente l’aumento delle spese accessoriali quanto agli interessi maturati nel tempo saranno a carico dei cittadini.

Nel frattempo la Giunta ha ritenuto di dover liquidare alcune somme relative a spese legali come debiti fuori bilancio e senza la preventiva obbligatoria approvazione del Consiglio Comunale tant’è che il consigliere G. Stefanelli si è rivolto al Collegio dei Revisori dei Conti, che la segretaria, dott. Ssa M. De Filippis, nella comm.ne Trasparenza da me presieduta lo scorso 24 luglio, si è impegnata a convocare insieme al Responsabile di Servizio, una volta trascorse le ferie.

Ma – mi domando e vi domando – le suddette spese legali riconosciute andavano tutte effettivamente liquidate?

Per quanto riguarda, poi, il compenso da corrispondere ai tecnici incaricati di istruire le pratiche di condono trattasi di compensi, per legge, autofinanziati attraverso le entrate derivanti dal pagamento degli oneri concessori versati dai cittadini.

Considerato che nel bilancio di previsione annuale dovevano essere stanziate le risorse necessarie per il finanziamento dei singoli progetti relativi ai tre condoni edilizi (L. 47/85, L.724/94, L.326/03) e visto che, da anni, per quanto mi risulta, i tecnici incaricati non percepiscono le somme dovute per le istruttorie effettuate con conseguente danno per l’Ente, causato dalle maggiori spese per gli interessi maturati sui compensi da liquidare, ritengo che, a fronte del lavoro effettuato, sia doveroso, comunque, corrispondere i dovuti compensi, che sono – ribadisco – autofinanziati dagli introiti già versati dai nostri cittadini.

Tra l’altro, se aveste liquidato il dovuto, i tecnici avrebbero istruito altre pratiche e ci sarebbero stati altri introiti nelle casse comunali a vantaggio dei cittadini. In considerazione di quanto appena esposto, sono fortemente perplessa sul fatto che dette liquidazioni siano da considerarsi debiti fuori bilancio.

In conclusione:

  1. Perché l’amministrazione ha lasciato trascorrere tutto questo tempo?
  2. L’amministrazione ha istituito un apposito capitolo di bilancio nel quale far confluire gli importi da corrispondere ai tecnici, considerando che trattasi di progetti autofinanziati per legge e che le somme dovute sono state già incassate dall’Ente?
  3. Oppure, contrariamente a quanto per legge stabilito, le relative somme gravano sul bilancio comunale?

Si deposita questa richiesta e se ne richiede immediata risposta”.

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