Caso Lsu, le precisazioni dell’assessore Vincenzo Fedele

Caso Lsu, le precisazioni dell’assessore Vincenzo Fedele

Vincenzo Fedele

Vincenzo Fedele

“Nessun ricatto e nessuna speculazione sulla pelle degli ex dipendenti comunali”. Smentisce categoricamente le accuse mosse dai 35 lavoratori socialmente utili nella diffida inviata all’amministrazione comunale l’assessore al personale Vincenzo Fedele. “Non abbiamo ancora risposto in quanto la diffida è giunta nella settimana di Ferragosto, ma abbiamo già dato mandato ai nostri legali per chiarire la situazione”, spiega Fedele. “Ciò che abbiamo detto ad alcuni lavoratori che ci hanno chiesto chiarimenti – continua l’amministratore – è che dovevamo sciogliere ogni dubbio sul loro utilizzo nonostante vi sia un ricorso davanti al Tribunale di Cassino che i 35 ex lsu hanno presentato per essere riassunti a tempo indeterminato. Un dubbio che ora è stato sciolto e quindi possiamo utilizzarli attraverso il bacino regionale. Dalla Pisana ci è stato dato il via libera per l’utilizzo di tutti e 35 ma prima di agire vogliamo assicurazioni sull’erogazione degli stipendi, per non dover incorrere in un nuovo contenzioso così come accaduto in passato. Anche perché, vista la particolare situazione economica che stiamo vivendo, l’Ente attualmente non è in grado di anticipare nulla. Pertanto, fino a quando non avremo la certezza che la Regione potrà pagare le mensilità non procederemo. E questo anche a garanzia dei lavoratori stessi, che altrimenti lavorerebbero senza percepire stipendio. Verosimilmente da novembre dovremmo riacquisirli in Comune”. E a proposito di soldi, dalla Pisana è giunta all’amministrazione comunale una lettera con la quale si cerca un accordo per il rimborso degli stipendi anticipati per due anni dal Comune di Minturno per i 35 dipendenti comunali, ma solo fino al 31 dicembre 2013. “Si tratta di un milione e 200mila euro circa – spiega Fedele – mancano quindi i quattro mesi del 2014. Ma vista la situazione, per il nostro Comune potrebbe essere un accordo vantaggioso. Stiamo studiando la migliore soluzione”. E’ molto probabile che l’amministrazione comunale possa accettare l’accordo e ritirare il decreto ingiuntivo intimato dal Tribunale di Roma alla Regione Lazio, al fine di recuperare il grosso della somma in tempi più rapidi.

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