Piano Antenne, il commento del Comitato “No Ant” sul consiglio comunale

Piano Antenne, il commento del Comitato “No Ant” sul consiglio comunale

Un momento del consiglio comunale

Un momento del consiglio comunale

Un “Venerdì Nero” quello appena trascorso a Minturno. Lo definisce così il presidente del comitato civico “No Ant”, Roberto Tartaglia, il consiglio comunale tenutosi lo scorso 26 settembre, che aveva tra gli argomenti più “forti” la proposta di delibera popolare per la realizzazione di una pista ciclabile sul lungomare di Scauri e il piano antenne. “L’ordine del giorno molto corposo e interessante, almeno così credevano i cittadini – dichiara Tartaglia – si sarebbe dovuto discutere e decidere le sorti di molte questioni di particolare interesse della popolazione tutta. Molti cittadini hanno presenziato, diventando così, cittadini attivi del loro stesso volere e interesse. L’ordine del giorno toccava diversi punti, tra questi la situazione del Piano Antenne per il nostro territorio.

Il primo intervento, quello dell’assessore Luca Salvatore, ha fatto il riepilogo della situazione comunicando che la società incaricata, qualche giorno fa, ha ritirato i documenti presenti in Comune, purtroppo non tutti, solo alcuni, quelli più recenti, in quanto quelli prodotti precedentemente sono stati smarriti durante l’ennesimo trasloco dell’ufficio competente. Per ottenere i documenti mancanti la Società incaricata dovrà richiederne copia all’Arpa Lazio, e contattare i gestori di telefonia che con i loro tempi, daranno risposte.

Ora una domanda spontanea: visto che sono stati prodotti e distribuiti dei documenti in un incontro tra le parti perché non è stata fatta copia e non è stato invitato il Comitato? Dove sta la Trasparenza, la Condivisione e la Partecipazione? Il Comitato grazie a questi incontri informerebbe i cittadini dei lavori in corso, dei problemi e delle decisioni su questo argomento senza lasciare spazio a false notizie e informazioni. Avremmo una domanda per l’Amministrazione: ci risulta, che per legge, ogni impianto dovrebbe avere una etichetta informativa alla sua base, ma da ‘nostri’ controlli, almeno su quelle raggiungibili, queste etiche non ci sono!

Roberto Tartaglia

Roberto Tartaglia

Si potrebbe verificare se questa legge esiste e se sì se veramente le etichette ci sono? Oltre ad accertarci di un illecito, il messaggio per i gestori telefonici sarebbe molto chiaro, noi ci stiamo muovendo, sono finiti i tempi ‘che in questo territorio ognuno fa come gli pare’ non è la terra della cuccagna! Ci attendiamo più coinvolgimento in quello che accade su questo tema, da sempre ci hanno detto che avremmo partecipato a incontri ( con Polab e altri), tavoli tecnici (previsto dal regolamento antenne in vigore)e informati su tutto quello che riguardava il nuovo ecomostro di 36 metri. A questo riguardo è intervenuto l’Architetto Gallucci, chiarendo come il primo avvocato incaricato di salvaguardare gli interessi del Comune, per lei non aveva preso nel giusto modo questa causa, visto che no si è interessato neanche di incontrala e parlarle visto che lei era l’autrice dei rinneghi e dello stesura del regolamento.

Con il nuovo avvocato, invece, tutto ciò è già avvenuto. Vi ricordo che c’è stata la nomina di un nuovo Avvocato per fare ricorso al consiglio di Stato contro la decisione del Tar. Inoltre noi del Comitato vorremmo sapere se queste procedure fermano, almeno per ora ,possibili inizio dei lavori fino a sentenza definitiva, visto che, i Gestori telefonici hanno mandato del personale per dei sopralluoghi sul terreno dove verrà posizionata l’antenna per fare foto e prendere misure. Noi del Comitato ci teniamo a ripetere a questa Amministrazione, quindi a tutti coloro che devono amministrarci e tutelarci, che l’antenna non la vogliamo. Non è il capriccio di qualcuno ne va della nostra salute, per la salute e la bellezza de nostro paese.

E’ anche vero che stiamo sprofondando e ci viene sottratto qualcosa ogni a giorno, ma non permetteremo che con il silenzio questa storia venga fatta dimenticare. Tutti sappiamo – conclude Roberto Tartaglia – che alla base di questa vicenda c’è stata della negligenza e della superficialità che con il tempo avrà un volto”.

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