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Si chiudono negli uffici durante la notte, la protesta di due dipendenti comunali

Si chiudono negli uffici durante la notte, la protesta di due dipendenti comunali

Il Comune di Minturno

Il Comune di Minturno

Sono restati oltre l’orario di lavoro, chiudendosi nei loro uffici per l’intera notte. Una protesta proprio contro l’amministrazione comunale, sorda da mesi alle loro richieste. Sono i due dipendenti Carlo Frasca e Ciro Pignalosa ad aver avviato questa plateale forma di protesta. Frasca, responsabile del servizio igiene, è restato nell’ufficio anagrafe. Attende un rimborso di diverse migliaia di euro risalente al 2010 per spese legali relative ad una sentenza emessa dalla Corte dei Conti per la quale è stato assolto. “Ho anticipato queste somme che ora mi devono essere restituite – dice – E’ già da oltre un mese e mezzo che l’amministrazione promette di rimborsarmi ma non mantiene la parola. Per questo resto in Comune giorno e notte. Per questa amministrazione mi sono impegnato in un settore delicato come quello dei rifiuti, lavorando anche il sabato e la domenica”.

La protesta di Carlo Frasca proseguirà ad oltranza, fino a quando non sarà rimborsato. Così come farà il collega Ciro Pignalosa, chiuso nell’ufficio protocollo. “Innanzitutto – spiega – bisogna provvedere ad una immediata derattizzazione, in quanto sono stati trovati già quattro topi morti all’interno del palazzo comunale. Abbiamo un’amministrazione completamente assente sulle problematiche del personale. Altra questione è quella relativa ai buoni pasto: nonostante siano state inviate delle lettere, l’ultima è del 17 marzo, ad oggi non sono stati erogati. Sul bilancio di previsione 2014 sono stati impiegati 35mila euro, così come in precedenza. Non capiamo come mai nel 2013 è stata impiegata una somma inferiore e perché, essendo una spesa certa e continuativa, i buoni pasto non vengono erogati con regolarità”. E non è finita qui, mancano i salari accessori 2013. Pignalosa chiede inoltre l’aumento a 30 ore per i lavoratori part-time stabilizzati dal 2008 e il rientro degli Lsu dal primo novembre.

“Gli altri comuni – sottolinea – li hanno già richiamati, a Minturno invece ancora no”. E ancora, straordinari non pagati e condizioni di lavoro degli operai in scarsa sicurezza. “Dopo quanto accaduto al dipendente Salvatore Tartaglia, per il quale sono state aperte le indagini sul conto del commissario prefettizio, ancora oggi si continua a far lavorare gli operai con le scalette, senza ulteriori protezioni. È inammissibile”. Pignalosa minaccia lo sciopero ad oltranza anche della fame e della sete se non saranno accolte le sue richieste.

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