Rifiuti, altri quattro avvisi di garanzia per il caso Ego Eco

Rifiuti, altri quattro avvisi di garanzia per il caso Ego Eco

Ego Eco

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I finanzieri del comando provinciale di Latina nella mattinata odierna hanno notificato quattro avvisi di garanzia e di conclusione delle indagini preliminari emessi a firma del sostituto procuratore della repubblica di Latina dott. Giuseppe Miliano nei confronti dell’amministratore e del responsabile del cantiere della Ego Eco srl di Cassino, Vittorio Ciummo e Liberato De Simone, nonché di due responsabili del settore ambiente del comune di Minturno, Maurizio Fiore e Salvatore Martone.

La procura della Repubblica di Latina, ha contestato, a vario titolo, i reati di concorso in frode in pubblica fornitura, truffa ai danni dello stato, falso e violazioni in materia ambientale (artt. 110, 356, 640, e 479 c.p. nonché 256 d.lvo152/2006). Gli atti in argomento traggono origine da una complessa ed articolata indagine, svolta dalle fiamme gialle del gruppo di Formia durata circa due anni e sviscerata nel suo complesso partendo dalla anomala procedura di aggiudicazione della gara di appalto, ma soprattutto dall’analisi del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani svolto nel comune sud pontino con particolare riferimento alla raccolta differenziata.

L’attività investigativa delle fiamme gialle si è sviluppata dopo un’attenta disamina del materiale probatorio acquisito nel corso delle indagini, che hanno permesso di acclarare che il servizio non veniva eseguito come previsto, ponendo in luce una moltitudine di irregolarità.

Per il periodo esaminato 2010-2013 la società non ha effettuato la differenziata in quanto “miscelava” tutti i rifiuti, ha omesso la pulizia delle strade minturnesi, ha impiegato minori mezzi e risorse umane rispetto al capitolato d’oneri dell’appalto, fino ad arrivare all’illecito smaltimento con il contestuale sotterramento dei rifiuti all’interno di un deposito illegalmente utilizzato come isola ecologica e ubicato nel comune di Minturno località Parchi. In tale ambito già alla fine del 2013 vi fu un sequestro di oltre 400 tonnellate di rifiuti solidi urbani e 13.000 litri di scarti liquidi gassosi, catalogati, a seguito delle analisi di laboratorio effettuate dall’Arpa lazio, quali rifiuti speciali.

Emergeva tra l’altro che, con la consapevolezza dei funzionari dell’ente locale, la società appaltatrice aveva percepito, a fronte dell’ingannevole documentazione amministrativa presentata ed attestante la regolare esecuzione del servizio svolto, illegittime liquidazioni di pagamento per un importo di circa 7.000.000 di euro, sui quali sono in corso accertamenti finalizzati all’individuazione di responsabilità contabili per danni erariali.

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