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Scacchi emozionali: La difesa di Lužin (1929), primo capolavoro di Nabokov

Scacchi emozionali: La difesa di Lužin (1929), primo capolavoro di Nabokov

Scacchi

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La difesa di Lužin (1929), primo capolavoro di Nabokov, è la storia di un conflitto insanabile tra genio e normalità, volontà e predestinazione, ragionevole esistere quotidiano e leggi del Fato, geloso delle prerogative che gli competono.

pagg. 81 -82: “Mia figlia mi dice che è qui per una gara». Liberò un polsino inamidato, si mise una mano su un fianco e proseguì: «A proposito, mi sono sempre chiesto, c’è una mossa degli scacchi che permetta di vincere immancabilmente? Non so se mi spiego, ma quello che voglio dire… mi scusi, il suo nome e patronimico?». «Ho capito» disse Lužin soffermandosi diligentemente a pensare. «Vede, ci sono mosse tranquille e mosse forti. Una mossa forte…».

«Ah sì, sì, naturalmente» annuì il signore. «Una mossa forte è quella» proseguì Lužin a voce alta e gioiosa «che di sicuro ci porta subito in vantaggio. Un doppio scacco, per esempio, con presa di un pezzo pesante, o, diciamo, quando una pedina diventa regina. Eccetera, eccetera. Una mossa tranquilla invece…». «Certo, certo» disse il signore. «E quanti giorni dura la gara, all’incirca?». «Una mossa tranquilla significa un tranello, un’insidia, una complicazione» rispose Lužin che, cercando di compiacere, nello stesso tempo si appassionava alla spiegazione. «Prendiamo una certa posizione. Il bianco…»

Si fece cogitabondo fissando il posacenere. «Purtroppo,» disse il padrone di casa nervoso «di scacchi, io non m’intendo affatto. Le stavo solo chiedendo… Ma sono sciocchezze, vere sciocchezze. Adesso andiamo in sala da pranzo.

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