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Disabili, Mimma Nuzzo scrive una lettera aperta all’assessore Manuela Cappuccia

Disabili, Mimma Nuzzo scrive una lettera aperta all’assessore Manuela Cappuccia

Mimma Nuzzo e Manuela Cappuccia

Mimma Nuzzo e Manuela Cappuccia

Il capogruppo del Pd di Minturno, Mimma Nuzzo, ha scritto una lettera aperta all’assessore alle pari opportunità Manuela Cappuccia. “Nei giorni scorsi – scrive la Professoressa Nuzzo – ho ricevuto la lettera di una nostra giovane concittadina con difficoltà motorie: una lettera amara seppur densa di positività e speranza per il futuro, di cui ritengo giusto condividere con Lei alcuni passaggi: «le barriere architettoniche contribuiscono sensibilmente alla qualità di vita di una persona con particolari necessità o qualsiasi difficoltà motoria […] non servirebbero grandi stravolgimenti, ma piccole attenzioni che potrebbero far diventare il comune di Minturno “paese accessibile” […]. Mi piacerebbe andare a Messa autonomamente, fare la spesa senza il pericolo di rimanere bloccata sulle salite e mi piacerebbe passeggiare senza avere la carrozzina bloccata nei marciapiedi per il pavimento rotto […]. Il grado di civiltà di un paese si misura dalla condizione delle donne e dei disabili».

Ebbene, come Lei sa, quando si parla di “pari opportunità” ci si riferisce al principio giuridico che “garantisce l’assenza di ostacoli alla partecipazione economica, politica e sociale di un qualsiasi individuo per ragioni connesse al genere, religione e convinzioni personali, razza e origine etnica, disabilità, età, orientamento sessuale”.

Le disabilità sono tante e non soltanto motorie: tanto più triste, ma soprattutto ingiusto, constatare che nel nostro territorio il diritto alle pari opportunità sia sistematicamente ignorato, se non addirittura calpestato, da una Giunta cieca rispetto alle esigenze di tanti nostri concittadini.

Tante le ingiustizie che potrei citarle. Sono troppe ad esempio, nel nostro tessuto urbano, le barriere architettoniche che impediscono ai disabili di vivere in autonomia ed è altrettanto grave, inoltre, che nel nostro Comune non siano ancora state realizzate le tanto proclamate strisce rosa, probabilmente anche dovute per legge. (Disatteso anche l’impegno di un’adeguata adesione al “Nastro Rosa”, campagna di sensibilizzazione sulla prevenzione dei tumori al seno dello scorso mese di ottobre.)

È inaccettabile che, come previsto da Statuto e Regolamento del nostro Consiglio (art.16), la costituzione della Consulta delle donne elette nel Consiglio Comunale è ad oggi lettera morta: iniziativa, questa, che ho intrapreso già nel corso della precedente breve parentesi governativa della Giunta Galasso. Ancor più oggi, che non sono componente di maggioranza, continuo nel mio impegno nell’affermazione delle norme a sostegno di una maggiore e attiva presenza delle donne nei vari livelli istituzionali e decisionali: L.215 del 23 novembre 2012, art.2, laddove viene sancito il rispetto della parità di accesso delle donne e degli uomini alle cariche elettive e agli organi esecutivi (Il Sole 24 Ore dello scorso 11 agosto), TAR Palermo n.14310/10, TAR Calabria n.589/12, TAR Lazio n.633/13 e anche TAR Lecce, che ho portato all’attenzione del Consiglio Comunale dello scorso 21 agosto.

È probabile che Lei sia la componente di Giunta più giovane della storia del Comune di Minturno: questo, che è certamente un dato positivo per Lei, La pone a maggior ragione di fronte a una grande responsabilità per il ruolo specifico che Le è stato assegnato: dare voce, rappresentare e tutelare le donne, i giovani disoccupati, i disabili e i tanti altri quotidianamente mortificati dalla mancanza di attenzione e sensibilità istituzionale.

Ed è proprio per rispetto nei confronti di questi cittadini privati del sacrosanto diritto alle pari opportunità che La invito ad affermare, riempiendola di significato, la Sua presenza in Giunta.

Resta sottinteso – conclude Mimma Nuzzo – che questa mia lettera non ha assolutamente l’intenzione di individuare in Lei la responsabile del fallimento di una politica per nulla attenta alle esigenze delle fasce più deboli: il mio, ripeto, è un sincero invito a dare concretezza alla Sua azione politica e amministrativa”.

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