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Al capolinea 37 tribunali e 200 sezioni distaccate. Chiudono Gaeta, Terracina e Cassino

Al capolinea 37 tribunali e 200 sezioni distaccate. Chiudono Gaeta, Terracina e Cassino

L'aula di un tribunale

L'aula di un tribunale

Saranno 37 i Tribunali minori soppressi e 38 le Procure di minori dimensioni destinate alla stessa fine. Totale, invece, la soppressione delle 220 sezioni distaccate oggi esistenti. Per decongestionare il Tribunale di Napoli, infine, Giugliano in Campania assorbirà i territori di Afragola, Casoria, Frattamaggiore e Marano e diventerà il Tribunale di «Napoli nord» con un bacino di utenza di 680.618 abitanti.

È quanto prevede lo schema di decreto legislativo portato ieri a Palazzo Chigi dal ministro della Giustizia Paola Severino, ma slittato a stamattina per il protrarsi dei tempi di discussione sulla spending review. Se il piano del guardasigilli verrà confermato, il risparmio derivante dai tagli sarà, di qui al 2014, di 51.586.177 euro con riferimento alle sole spese di gestione e di funzionamento delle strutture. La riforma entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale ma è previsto un periodo transitorio di 18 mesi prima che diventino efficaci (cioè operative) le norme sulla soppressione degli uffici e sul trasferimento del personale di magistratura e amministrativo. Diversa la tempistica per i Tribunali de L’Aquila e di Chieti, e delle sedi distaccate, per i quali il periodo transitorio sarà di 3 anni. Infine, per fronteggiare le prevedibili difficoltà logistiche a carico degli uffici “accorpanti”, questi ultimi potranno utilizzare per 5 anni le stesse strutture degli uffici soppressi.

Dunque, la maggioranza non è riuscita a trovare l’accordo necessario per convincere la Severino a ridurre i tagli programmati dal ministero. Nessun compromesso, quindi. Resta aperta, ovviamente, la possibilità che il governo rimoduli i tagli alla luce dei pareri (non vincolanti) delle Camere, prima del varo definitivo del decreto, a settembre. «Quando si devono fare dei provvedimenti difficili si ascoltano tutti e poi ci si chiude nella propria solitudine e si decide secondo coscienza e questo è il caso» aveva ribadito in mattinata il ministro, bombardata fino all’ultimo da parlamentari, avvocati, sindaci e sindacalisti per “salvare” dal taglio questo o quel Tribunale. Alla fine ha deciso di andare dritta per la propria strada, seguendo i criteri della delega, ampiamenti descritti nella relazione di accompagnamento al decreto, con l’obiettivo , sì, di realizzare risparmi di spesa, ma soprattutto di restituire efficienza al sistema giudiziario.

Sarebbero stati 45 i Tribunalini da tagliare sulla base dei criteri originari della delega, scesi a 37 grazie alla «regola del 3» voluta dal Parlamento e ora contestata. «L’obiettivo primario – si legge nella relazione – è stato quello di garantire che ciascun Tribunale potesse acquisire una dimensione media quanto più vicina possibile al modello ideale di ufficio giudiziario individuato attraverso il ricorso a standard oggettivi di efficiente allocazione delle risorse umane, di razionale distribuzione delle risorse strumentali, di un corretto livello di domanda di giustizia nonché di un’equa distribuzione dei carichi di lavoro». Standard che dovrebbero consentire «l’indispensabile specializzazione dei magistrati» che considerata «condizione imprescindibile» per una risposta di giustizia tempestiva e di qualità.

In linea con questa impostazione, il ministro conferma di voler sopprimere completamente le sezioni distaccate che, dopo dieci anni di vita, non hanno dato buona prova di sé quanto all’efficienza del servizio. Inoltre, secondo il ministero oggi non c’è più la necessità di assicurare in tutto il territorio nazionale la presenza capillare di un giudice professionale considerato lo sviluppo delle vie di comunicazione e delle nuove possibilità offerte dall’informatica e dalla telematica. Insomma, se è giusta l’esigenza di avvicinare la giustizia al cittadino, anche simbolicamente, oggi questo si può fare con modalità diverse dal passato, sfruttando le tecnologie e creando, ad esempio, quei servizi telematici denominati «sportelli della giustizia».

Fonte: Il Sole24Ore

Schema di decreto legislativo recante «Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero

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