Le spese «folli» dei Comuni per i vigili urbani. Il caso di Minturno

Le spese «folli» dei Comuni per i vigili urbani. Il caso di Minturno

Polizia Municipale

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Da oggi niente più alibi. Con i primi costi standard del federalismo fiscale approvati ieri, quelli sulla polizia locale e i servizi per l’impiego, si alza finalmente il sipario sugli sprechi e le virtù di Comuni e Province. E cominciano i dolori per gli amministratori locali. Per i vigili urbani, il primo parametro a essere pubblicato, il Comune capoluogo che spende di più è quello di Cosenza, che paga il 150% in più del costo «standard», che invece a Roma è in perfetto equilibrio e a Milano è addirittura più alto dei costi attuali (che arrivano all’83%). Brutte notizie per i cosentini e buone per i milanesi: dall’anno prossimo le risorse per far funzionare i vigili urbani saranno pari al costo standard, non un euro di più.

Chi sfora dovrà riallinearsi in tre anni, e provvedere a sue spese. Oppure tagliare.
«Abbiamo avviato il percorso di superamento del criterio della spesa storica per il finanziamento degli enti locali, che è fonte di deresponsabilizzazione e inefficienza» spiega il presidente della Commissione sul federalismo, Luca Antonini, che ieri ha approvato i dati e li ha trasmessi al governo. Si è partiti con la polizia locale, poi pian piano arriveranno i costi standard per l’amministrazione generale, i servizi sociali, i trasporti e tutte le altre funzioni, calcolati «su misura» dalla Sose, la stessa società pubblica che elabora gli studi di settore per pagare le tasse, per ognuno dei 6.704 Comuni delle regioni ordinarie.

Per le Province il primo parametro elaborato è stato quello sui servizi per l’impiego, dal collocamento alla formazione, e a detenere il record negativo è Verbano-Cusio-Ossola. Gli amministratori della neonata Provincia sono evidentemente stati di manica larga, perché sono riusciti a spendere quasi sei volte il costo standard, che è poi quello che riceveranno in futuro (sempre che le Province non siano accorpate). A seguire c’è Pesaro-Urbino (4,87 volte), poi Novara, che spende tre volte di più, poi Pisa, Firenze, Bologna, Savona, L’Aquila, Vibo, Rieti tutte con una spesa almeno doppia rispetto al valore ottimale.

Gli sprechi sono ancor più macroscopici se si considera la spesa dei Comuni per i vigili urbani. Il record assoluto, con una spesa pari a ben 30 volte il costo standard, spetta al comune di Grezzago, in provincia di Milano, anche se il comandante cade dalle nuvole. «Ci deve essere uno sbaglio. Siamo due agenti per 2.800 abitanti» dice Luigi Mauri. Stessa reazione dal sindaco di Borgo Vercelli, secondo nella graduatoria con una spesa pari a 26 volte il necessario. «Avevamo due vigili e uno l’abbiamo pure messo in mobilità. È senz’altro un errore» sbotta Francesco Filice.

Sarà un errore, che invece i tecnici della Commissione sul federalismo tendono a escludere. Se come a Comabbio, Chiusavecchia, Villa Biscossi, Campione d’Italia, Vinzaglio, Costa de’ Nobili, Zerbo, Belmonte Castello la spesa per la polizia locale supera quella ottimale tra 10 e 20 volte, spiegano, una ragione ci sarà.

A Minturno, sulla costa laziale, dove la spesa effettiva è 4,4 volte oltre quella «standard», il caso dei vigili è noto: nove autovelox, otto fissi e uno mobile, e pattuglie spiegate ovunque con milioni (dicansi milioni) di verbali di contestazione elevati ogni anno. Certo, le multe rendono. Ma la Commissione sul federalismo non le considera come fattore per controbilanciare un costo che appare comunque eccessivo. Come a Castellamare di Stabia, dove le multe fioccano, non solo sulle strade: sono fuorilegge bikini, shorts, il gioco del calcio nei giardinetti, la discarica selvaggia. Cose sacrosante, ma il sindaco, l’onorevole del Pdl Luigi Bobbio, fa maledettamente sul serio. «Finché i concittadini non avranno recuperato coscienza civica non si fermeranno gli interventi preventivi e repressivi. Il rispetto delle regole è una basilare e indefettibile norma di convivenza e dove non vengano rispettate spontaneamente, non ci tireremo indietro per imporne l’osservanza ai riottosi». Giustissimo. Solo che l’ordine, a Castellamare, costa una fortuna e dall’anno prossimo la spesa per i vigili dovrà quasi essere dimezzata.

Fonte: Corriere della Sera

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