Il Convento di San Francesco sarà gestito dalla Caritas

Il Convento di San Francesco sarà gestito dalla Caritas

Convento San Francesco

Convento San Francesco

Il Convento di San Francesco sarà gestito dalla Caritas. E’ quanto emerso in una riunione tenuta ieri mattina presso la Diocesi di Gaeta alla quale ha partecipato il sindaco Paolo Graziano, affiancato da alcuni assessori e consiglieri comunali. Dall’incontro si è appreso che i francescani lasceranno la struttura ma continueranno a tenere messa presso la Chiesa di San Francesco e avranno a disposizione un piccolo alloggio. Il convento, invece, è stato dato in comodato d’uso gratuito alla Diocesi che l’ha affidato alla Caritas del sud pontino, sotto la supervisione di don Antonio De Arcangelis, parroco di Gianola. Dunque, prive di fondamento le voci che volevano un campo profughi all’interno del convento francescano, come già anticipato da Minturnet. Durante l’incontro è emerso il sentimento comune di non stravolgere la situazione sociale di Minturno. Vi sarà inserito inizialmente un centro di ascolto per le famiglie e per le persone con problemi particolari, ma non è escluso che in un prossimo futuro la struttura non venga utilizzata per aiutare chi è in difficoltà economiche con l’affidamento temporaneo di un alloggio.

“E’ un discorso che dobbiamo affrontare – ha commentato il delegato ai servizi sociali del Comune di Minturno, Elena Conte – anche perché va inserito in un progetto più ampio di sostenibilità sociale. Tra l’altro la Caritas già si interfaccia con i nostri servizi sociali e conosce molto bene la situazione di Minturno. Avremo a breve anche un incontro nell’ambito del distretto sud pontino, dove la Caritas partecipa come terzo settore. Si tratta, dunque, di un ulteriore punto di riferimento per le persone che hanno difficoltà”.

Ma l’idea della dottoressa Conte è anche quella di creare un domani un centro diurno, che potrebbe sfruttare al massimo la risorsa che rappresenta l’immobile del convento. Per quanto riguarda la presenza del comitato della Sagra delle Regne e dei gruppi folk che prima utilizzavano la struttura, sono state date ampie rassicurazioni che potranno ancora utilizzarla ma con garanzie scritte: quindi un contratto di comodato d’uso, diversamente da come veniva fatto prima “a voce”.
Giuseppe Mallozzi

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