Truffa bancaria a Minturno, in 26 a giudizio

Truffa bancaria a Minturno, in 26 a giudizio

L'aula di un tribunale

L'aula di un tribunale

Trascorsi due anni dalla chiusura delle indagini preliminari e chiesto dal pm Raffaella Falcione il rinvio a giudizio, 26 imputati attendono la decisione del giudice per l’udienza preliminare Costantino De Robbio. Si tratta dei presunti autori di un maxi-raggiro ai danni della banca San Paolo Imi, che avrebbe perso oltre un milione di euro.

La vicenda risale al 2004. Nel giro di un anno, secondo il pm Falcione, otto persone, costituendo un’associazione per delinquere, avrebbero reclutato una serie di soggetti privi dei requisiti necessari per ottenere finanziamenti e, dotandoli di documenti falsi, gli avrebbero fatto chiedere e ottenere numerosi finanziamenti dalla filiale di Minturno dell’istituto di credito, potendo contare sulla complicità dell’allora direttore.

Una volta erogate le somme, secondo il magistrato, le stesse venivano subito prelevate in contanti o tramite assegni circolari e per la banca era impossibile recuperare il denaro, erogato a «fantasmi». Un caso venuto alla luce dopo un’ispezione inviata dalla Banca centrale, insospettita dalla proliferazione di mutui da 30, 40 e 50 euro, tutti erogati nella stessa filiale ed in un arco ristretto di tempo. Poi a completare il quadro intervennero le indagini dei carabinieri, gli interrogatori e le consulenze diposte dal pm Falcione.

Accusati di essere parte di una presunta associazione per delinquere, finalizzata alla truffa, sono l’allora direttore della filiale, Fulvio Dazzi, di Minturno, Ronald Boccoli, di Roma, il promoter Antonio Carocci, di Fondi, Emanuela Nardone, di Formia, John Pagliuca, di Minturno, che si sarebbero occupati dei documenti falsi, e Anna Fedi, romana, che avrebbe fatto confluire sul suo conto somme oggetto dei raggiri. Adele Circolo, napoletana, casalinga, ha invece già patteggiato la pena, e un ottavo presunto componente della gang non è mai stato individuato.

Sotto accusa inoltre, per le truffe, i presunti fiancheggiatori Mario e Teresa Nardone, Giuliana Peppe, Fabrizio Balestrieri, Silvio Bombace, Annunziata Circolo, Olga Polizzi, Franco Portoghesi, Giuseppe Torsi, Luisa Cirillo, Emanuela D’Ascenzi, Rita Esteso, Alberto Federico, Maurizio Forte, Salvatore Gargano, Anna Merenna, Claudio Cavallaro, Salvatore Cipolletta, Pietro Chiericoni e Sandro Matano, difesi tra gli altri dagli avvocati Giuseppina Tenga, Massimo Basile, Giulio Mastrobattista, Dino Lucchetti, Guglielmo Raso, Antonio Fratini e Andrea Gentili.

Ieri l’udienza è slittata e il giudice De Robbio deciderà se rinviare i 26 a giudizio il prossimo 19 ottobre.

La Provincia 3-7-2012

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