Toponomastica nel caos, tra polemiche e disservizi

Toponomastica nel caos, tra polemiche e disservizi

via-senza-nome toponomastica (Medium)Ombre sulla toponomastica di Minturno. Ad oggi non è ancora chiaro il piano di intitolazione delle strade né quando saranno apposte le restanti targhette. Le informazioni restano ferme al maggio 2013, quando in consiglio comunale su richiesta del capogruppo del Partito Democratico di Minturno, Mimma Nuzzo, sono stati ragguagli sullo stato in essere. Secondo quanto riferito all’assise dall’assessore ai lavori pubblici Fabio Saltarelli, risultano 170 tabelle già pagate ma ancora da attaccare, mentre resta ancora una grande quantità di numeri da realizzare per finire il lavoro. L’opera completa della toponomastica ha interessato 352 vie e piazze del Comune di Minturno, per le quali è stata stabilita una denominazione laddove mancava o una nuova intitolazione, perché quella vecchia era ripetitiva. Le novità riguardano, in particolare, il territorio di Scauri, con 143 strade tra doppioni e tratti senza nome.

Il servizio fu affidato circa otto anni fa alla ditta Maggioli per un importo di 27mila euro, ma l’azienda andò in fallimento lasciando appeso il Comune. Nel frattempo, c’è stata una raccolta firme contro il cambio di nome di Via Sant’Albina, per esempio, come pure le recenti proteste per Via Santa Lucia.

A niente sono servite le interrogazioni presentate da Mimma Nuzzo, che fin dall’insediamento dell’amministrazione Graziano ha sollecitato la risoluzione del problema.

Mimma Nuzzo

Mimma Nuzzo

“Personalmente – ha dichiarato l’esponente del centrosinistra dal suo profilo Facebook – ho presentato due interrogazioni, più vari interventi in consiglio comunale per sollecitare la commissione promessa dal sindaco Graziano, quando si è insediato (se non sbaglio il 16 giugno 2012). Ancora una volta delegittimate le commissioni e delegittimato il consiglio comunale di Minturno. Inascoltati, ancora una volta, i cittadini e relative raccolte di firme per sostenere un ‘iter’ trasparente e rispettoso della storia locale”.

E sono eloquenti anche alcuni commenti a queste parole. Drammatica, si potrebbe definire, la condizione vissuta dalla signora Lilli Botton, che scrive: “In 38 anni che abito a Marina la mia via ha cambiato tre nomi: Via Casenove, Via Degli archi e ora Via Metello Macedonico. Posso sapere dove abito? E dico ancora che qualche bolletta del Comune arriva addirittura indirizzata in Via Ponte Garigliano!”

Un’altra signora, Giovanna Berna, commenta così: “Io vivo in Via Casale, però la (devo dire molto bella) targhetta apposta cinque anni fa, appunto, porta Via Sant’Angelo. Comunque posso osservare che i nomi nuovi delle strade sono tutti intitolati ad uomini? Le donne esistono, sarebbe il caso di farsene una ragione”.

Insomma, i nuovi nomi assegnati alle strade pongono anche un altro problema: quello delle targhette già apposte o da apporre sulle quali è segnato il nome vecchio delle vie. Quindi si prevedono altri soldi mentre quelli già spesi sono stati inutili. Il tutto sempre a spese dei contribuenti.

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