Scacchi emozionali: Morire in chiaroscuro

Scacchi emozionali: Morire in chiaroscuro

Scacchi

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Morire in chiaroscuro di Ottilia Cavendish  pagg. 87 – 88

”  …. e tra un pasticcino e l’altro, con l’aria indifferente, come se la trama a quadri del tessuto in quell’attimo le avesse bisbigliato qualcosa  Martha accennò tra l’incerto e il casuale: Thomas mi ha detto del torneo di scacchi di qualche mese fa al circolo della stampa e  di come hai vivisezionato  John Becker, non ti immaginavo così spietato. Robert resta sconcertato e  superato quel momento di sorpresa :  a dire la verità a  volte sono le circostanze che ti mettono in  situazioni del genere:  un pò il passato e un pò il contesto. Non girarci  intorno  sii più specifico voglio sapere tutto, replicò lei sempre più interessata. In un certo qual senso, replicò Robert  la cosa si aggancia a qualcosa accaduta circa un anno fa.

C’era a marzo lo stesso torneo e al quarto turno mi  capitò John, diciamo che lo conosco abbastanza per come gioca da potermi  permettere una certa tranquillità  nel gestire la partita nelle varie fasi  dall’apertura al  medio gioco e nel finale. Quella volta durante gli automatismi della fase iniziale di una partita di donna, la variante classica dell’ortodossa, dopo il classico sacrificio dell’alfiere delle case chiare sul punto h7 e il successivo  salto di cavallo in g5 con scacco dopo la presa da parte del re nero del mio alfiere, venni distratto dal trambusto di un occasionale caduta di bicchieri da un tavolo e dal successivo chiacchiericcio di due signore.  Anziché  giocare con la calma dovuta e fissare la situazione critica della posizione del re avversario mossi in maniera improvvida un pedone. John non ci mise molto a capire la mia svista e catturò pure il cavallo.

A quel punto con due pezzi in meno dovetti abbandonare. John si mise a raccontare in giro tutta una storia di piani, controlli, caselle deboli e forti, del suo stile ecc.. La cosa mi seccò parecchio perché nascondeva l’evolversi reale della partita. Martha più dispiaciuta di me  offrì altri biscotti e replicò: e dunque adesso come sono andate le cose ? Robert lasciandosi andare a tutt’ altro rispose: certo guardando la tua abilità nel gestire the, marmellate, biscotti e pasticcini, tazze , bicchieri… vedo che c’è un pò di farfalla nel movimento delle tue mani. Il sorriso colorò pian piano un viso volutamente obliquo e messo in ombra  per camuffare la tensione della vicinanza  e un risolino stemperante  tensione la portò a profferire un liberatorio : dunque? Riparliamo della partita? Quest anno, replicò Robert, mi è capitato di incontrarlo a metà torneo ho impostato la partita come la lotta del boa che stritola le prede soffocandole . L’ho costretto a giocare senza reali possibilità di controgioco.

Ha incominciato a perdere pedoni, sostituire suoi pezzi che giocavano bene  con  miei pezzi che giocavano meno bene e man mano è andato in difficoltà , ha perso la donna  e mi aspettavo un abbandono in modo sportivo della partita. Invece niente, la gente man mano si è avvicinata al tavolo e commentava ironica tra i bisbigli il suo comportamento e l’inutile perdita di tempo, forse speranzosa in una mia distrazione..

A questo punto mi sono sentito ispirato e ho portato un paio di pedoni in ottava trasformandoli in cavallo anziché, come si attendeva qualcuno in altre donne. Sarebbero bastati già i pezzi che avevo per vincere facilmente  in tre o quattro mosse, cosa che avvenne subito dopo, intensificando  i bisbigli della gente. Becker fece cadere dopo lo scacco matto il re sulla scacchiera e proruppe : perchè i due cavalli? Replicai a questo punto in poche asettiche parole: servivano per il funerale del tuo re e mi allontanai con la calma di chi si è tolta la soddisfazione. I  due erano molto vicini  e i pasticcini, le tazze  con il the e i vasi con i fiori sembravano testimoni per qualcosa che si stava costruendo. I loro inconsci consapevoli stavano giocando la partita mentre i loro consci inconsapevoli  erano solo dei – woodpushers – , un po’ come foglie spostate dai venti occasionali del caso….e dagli ormoni

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