Scacchi emozionali: La Scacchiera di John Brunner

Scacchi emozionali: La Scacchiera di John Brunner

Scacchi

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“La Scacchiera” del grande maestro John Brunner (Urania 779) si può a buon diritto definire uno dei più insoliti, intelligenti e perfetti “congegni” che la narrativa fantascientifica abbia mai prodotto. All’aeroporto di Vados arriva dagli Stati Uniti un famoso “esperto” di urbanistica che ha avuto dal governo locale l’incarico di rimettere ordine nella modernissima città, già caotica. Ma fin dal controllo doganale Boyd Haklyut si accorge che il suo lavoro sarà più difficile del previsto. E comincia qui per lui un’attesa snervante, incomprensibile. Perché lo fanno aspettare? E chi lo fa aspettare?

In una progressione di delitti, suicidi, incarcerazioni, duelli, sommosse, Boyd finisce per convincersi che nella metropoli è in corso un violento e occulto gioco di potere, in cui egli non è altro che una semplice pedina. Nel senso letterale della parola: infatti l’intreccio del romanzo corrisponde mossa per mossa, personaggio per personaggio, ad una celebre partita a scacchi giocata nel 1892 tra i campioni Steinitz e Cigorin. E’ con questa pimpante introduzione che la Mondadori ha pubblicato l’ottimo libro di Brunner, che per altro non esplicita quel famoso “mossa per mossa” tanto reclamizzato. Per vari mesi centinaia di scacchisti hanno tentato di dare riferimento alla partita descritta da Brunner, cercando di vincere un ambito premio messo in palio dalla rivista scacchistica L’Arcimatto. Purtroppo mai nessuno è riuscito a scovare tutti i riferimenti alle mosse… e ciò ha lasciato molto perplessi sulla traduzione del testo originale.

In verità il romanzo/partita non può essere riprodotto sulla scacchiera in quanto “Urania” ha apportato molti tagli e la traduzione non è completa. Il lavoro di Brunner in Italia ha subito omissioni in diversi passi importanti, tra cui la spiegazione riferita alla diciannovesima mossa del bianco, oppure all’erronea indicazione di Guzman, quale Pedone del Re Nero, che è invece Guyiran (mancante completamente nell’edizione italiana).

L’intera partita è invece possibile ricostruirla sul testo originale. In Italia questo esercizio è stato fatto parecchi anni fa soltanto da Eugenio Ragone, grande esperto appassionato di fantascienza, nonché maestro di scacchi e toastmaster di innumerevoli Italcon. Ma a parte questo disguido non certo da poco sulle traduzioni tagliate di Urania, vecchio problema di sempre sui testi degli anni passati, vediamo come la rivista di fantascienza di Mondadori riesce a interessare il lettore a questo machiavellico romanzo che Brunner deve aver scritto grazie ad un colpo di genio: le persone, i luoghi e le cose descritte in The Square of the City, sono naturalmente immaginari.

Le tecniche secondo le quali gli “scacchi” umani verrebbero manovrati, come appare dal racconto, non sono, purtroppo, del tutto immaginari. Certo oggi non esistono più come il libro le descrive. Ciò nonostante le troviamo adombrate nei metodi della pubblicità moderna, che sempre più spesso vengono applicati anche alla politica. La partita a scacchi in se non è affatto immaginaria. E’, come precedentemente anticipato, la Steinitz-Cigorin, giocata all’Avana nel 1892. Ogni mossa del gioco ha una controparte nell’azione del racconto, anche se l’arrocco è soltanto sottinteso.

Gli individui corrispondenti ai pezzi hanno poteri più o meno commisurati a quelli delle pedine e dei pezzi che rappresentano. Naturalmente, poiché nessuno dei “pezzi” è conscio di venire mosso (compreso il narratore Hakluyt) nella storia sono inclusi molti eventi che non hanno un corrispettivo diretto nelle mosse della partita originale. Vale a dire difesa di un pezzo da parte di un altro dello stesso colore, minaccia di uno o più pezzi da parte di un pezzo dell’altro colore, minacce dirette e materiale presa dei pezzi; tutto è rappresentato nel modo più aderente possibile durante lo svolgimento dell’azione.

La partita risulta più corta di tre mosse, causa la mancata uccisione di Boyd Hakluyt da parte di Maria Posador e la scoperta della verità di Hakluyt.

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