Il Ponte e il Ragù

Il Ponte e il Ragù

Il Ponte Real Ferdinandeo sospeso sul Garigliano (foto di Franco Spinelli)

Il Ponte Real Ferdinandeo sospeso sul Garigliano (foto di Franco Spinelli)

Il vento soffiò ancora una volta sui tizzoni ardenti aiutando il cuoco di Corte ad avviare la piccola fiammella sotto l’imponente pentolone di creta. Ancora era buio alle 6 del mattino ma il giorno sarebbe stato lungo ed il sovrano affamato alla fine dell’inaugurazione. Il fuoco cominciò a prendere più vita, così Vincenzo[i], aiutato da Ruperto[ii], si mise a tritare finemente la cipolla su un grande tagliere di legno già usurato dai solchi della lama del coltello.

Appena l’olio cominciò a sfrigolare prese due grandi manciate di cipolla e carne di vitello e le buttò nel capiente recipiente, rimestò con un cucchiaio di legno e buttò ancora carne e cipolla per farli rosolare insieme. Di fianco al pentolone era già pronta una brocca con del brodo di manzo caldo ed appena vide che la carne stava dorando versò un po’ alla volta il brodo per far appassire le cipolle senza lasciarle bruciare.

Il tempo passava lentamente mentre il cucchiaio girava dentro il pentolone ed il brodo amalgamava il composto; intanto il sole cominciava a sorgere sul campo e rifletteva i raggi sulle acque calme del fiume Garigliano; erano trascorse solo due ore per la preparazione, ma il Ragù[iii] aveva bisogno di altre quattro ore per poter essere servito al Re, Ferdinando[iv] se ne sarebbe accorto, anche se fosse stato un quarto d’ora in meno del dovuto.

Prese un mestolo della passata del pomodoro e cominciò a cospargerla sulla carne stufata continuando imperterrito a girare, intanto intorno a lui cominciava a sentirsi il brusio della gente che interveniva per l’inaugurazione, il Re con la sua schiera di cavalli e soldati sarebbero arrivati a breve.

«Vincenzo, il sugo sta pippiando[v]?» disse il Re dall’alto del cavallo avvicinandosi al cuoco. Vincenzo guadò nel pentolone e vide affiorare le piccole bolle d’aria dal denso manto rosso.

«Maestà il Ragù sarà pronto a fine inaugurazione, accompagnato dai maccheroni di Gragnano, quelli che piacevano tanto a suo padre Francesco», disse il cuoco con una nota di nostalgia nella voce « Suo padre ha voluto questo ponte ma sarebbe orgoglioso di vedere Lei ad inaugurarlo oggi». Entrambe si voltarono verso il maestoso Real Ferdinando ed il giovane Sovrano scese da cavallo incamminandosi, nella sua pesante uniforme, verso il ponte sospeso.

Al centro della campata il sovrano sguainò la spada e disse « oggi, 10 maggio 1832, inauguro il Ponte Real Ferdinando[vi], voluto fermamente da mio padre Francesco I, sul fiume Garigliano, al cospetto delle antiche rovine di Minturae. Questo è il primo ponte sospeso d’Italia e di tutta l’Europa continentale[vii], se solo il mio avo avesse dato ascolto a Carminantonio Lippi, ideatore del ponte, saremmo stati i primi in tutta Europa. I lavori iniziati nel 1828 e coordinati da Luigi Giura si chiudo qui oggi. Passino ora i lancieri al trotto e i 16 traini di artiglieria per mostrare al Mondo la nostra potenza e la forza di questo ponte innovatore». Sullo spettacolo dei cavalli che sfilavano lungo la campata il Re si diresse alla tenda dei cuochi accomodandosi a capotavola.

Vincenzo prese una mestolata di pasta che versò nel piatto ancora bianca e non del tutto scolata, con lo stesso mestolo raccolse una generosa porzione di sugo e la cosparse sui maccheroni fumanti portandola al cospetto del Re. Il fumo profumato gli invadeva il viso sorridente, il profumo gradevole del Ragù e della pasta si incontravano armoniosamente nel piatto, prese la forchetta e l’affondò nella pasta al dente con la quale si riempì la bocca lasciandosi schizzare intorno ai bordi e sul mento; non perse tempo a ripulirsi il viso, la carne morbida gli passava sulla lingua e tra i denti aspettando di essere ingoiata accompagnata dal sugo ancora caldo. I cuochi lo guardavano entusiasti mentre il Re dal viso sporco impugnava con forza la forchetta ed urlava «ANCORA!».


[i] Vincenzo Corrado( 1736-1836): Cuoco di Corte dalla prima metà del 700, parla della storia del Ragù nel suo  libro di cucina Cuoco Galante

[ii] Ruperto di Nola: cuoco di corte del Re Ferdinando

[iii] Ragù: prende le sue radici dal ragout francese, stufato di verdure e carne di montone; compare nella cucina napoletana nel 18°sec. Inizialmente senza pomodoro. Cavalcanti nel la cucina teorica pratica introduce il sugo di pomodoro con la carne e lo chiama per la prima volta Ragù ma non si ha ancora un  vero e proprio sugo bensì brodo di pomodoro. Solo nel 1857 Carlo Dal Bono descrive i maccheroni al ragù come oggi noi li conosciamo

[iv] Ferdinando II delle Due Sicilie, successe al padre Francesco I quando era ancora ventenne.

[v] Pippiare: parola onomatopeica utilizzata in napoletano per richiamare il suono del sugo che bolle

[vi] Il Ponte Real Ferdinando, primo ponte sospeso d’Italia, costruito sul fiume Garigliano, divide il Lazio dalla Campania

[vii] il primato  è della Gran Bretagna nel 1824.

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