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Rifiuti e liquami nella baia, la spiaggia dei Sassolini invasa dalle fioriture algali e molto altro

Rifiuti e liquami nella baia, la spiaggia dei Sassolini invasa dalle fioriture algali e molto altro

Scauri, Spiaggia dei Sassolini

Scauri, Spiaggia dei Sassolini

E’considerata una delle più belle insenature che la Riviera d’Ulisse conserva quasi intatta alla vista dei suoi bagnanti. Ma ieri alle 8 e 30 del mattino si presentava come una vera e propria fogna a cielo aperto. La spiaggia dei Sassolini nella Baia di Scauri-Minturno era cosparsa di carta e plastica che galleggiavano a riva ed a ridosso degli scogli. Dove c’era di tutto, dagli assorbenti igienici femminili, ai piatti in plastica. Costellazioni di salva-slip e frammenti di plastica rigida, finanche involucri di pasta «Amato» che galleggiavano assieme a quella che viene comunemente definita fioritura algale.

Ma a guardare bene quel mare, il suo colore lascia poca speranza all’idea che ci si possa immergere in quell’acqua. Il fondale è opalescente. Ed i suo colore marrone scuro, assieme alle chiazze che si allargano a dismisura con le sue inequivocabili striature di melma che galleggia, fanno solo pensare ad una cosa: liquami fognari. Così tra i bagnanti che stazionano a riva c’è chi tenta d’immergersi allontanando da se le fetide acque assieme ai residui di plastica galleggianti ed una donna tra gli scogli riparata guarda sconsolata il mare: «Signora ma qui l’acqua è sempre così?» Non risponde, fa finta di non comprendere. «Ma lei qui il bagno lo fa?». La risposta «No, non ci metto nemmeno i piedi».

Intanto giovani brigate di ragazzi campani fanno festa e si ricorrono spruzzandosi acqua addosso, mentre i lavoranti del lido cercando di catturare ciò che è impossibile, altro che fioriture algali. Ma l’acqua di Marina di Minturno non sembra godere salute migliore. Le cause? I venti e le correnti che riportano al mare ciò che l’uomo gli dona. Gli scarichi di depuratori che con le loro condotte sotterranee rinviano a Formia a Scauri liquami e sversamenti di acque meteoriche che assieme alle acque nere, vi confluiscono. C’è chi imputa le responsabilità dell’inatteso inquinamento alle copiose piogge degli ultimi giorni.

Ma c’è da chiedersi: le cose stanno davvero così? Ed a cosa servono i battelli spazzamare se le cause poste all’origine dell’inquinamento di questo tratto di costa non vengono rimosse? Questa deve essere la domanda che nel corso degli ultimi sei sette anni hanno cominciato a porsi i turisti che frequentano questo tratto di costa. Così il crollo che si registra quest’anno, un netto -30% nel mese di luglio, si aggiunge al calo strutturale derivato da una flessione che ha visto cadere verticosamente l’appeal di questa zona, facendo registrare una caduta della presenza turistica pari al 60% nel corso degli ultimi sei anni.

Sì, di certo sono cambiate le abitudini, ma la costa pullula di cartelli «Vendesi» che si aggiungono alle offerte d’«Affitto». I turisti abbandonano Scauri a causa della sua sorte che sta in buona parte nella qualità dell’acqua di questo tratto di mare. I dati, diffusi all’inizio della stagione estiva da «Goletta Verde» sembravano inequivocabili. Nulla di fatto è cambiato, mentre i cittadini pagano a caro prezzo il servizio di depurazione delle acque.

Fonte: Latina Oggi

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