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Il fenomeno del gioco d’azzardo cresce in maniera incontrollata nel nostro Paese: nel Lazio raccolta vicina agli 8 miliardi Euro

Il fenomeno del gioco d’azzardo cresce in maniera incontrollata nel nostro Paese: nel Lazio raccolta vicina agli 8 miliardi Euro

MINTURNO – L’Italia è ormai diventata a tutti gli effetti la patria del gambling europeo. Se ci soffermiamo solo sul fenomeno dell’azzardo terrestre e scioriniamo alcuni numeri, c’è da rimanere basiti. Attualmente sul territorio sono presenti 206 sale Bingo, 4.431 corner e 1.333 agenzie di scommesse sportive. A queste vanno aggiunte 33.920 ricevitorie Lotto e 62.975 punti dove si vendono i Gratta e Vinci. Infine, esistono 85.025 esercizi con le Newslot e 4.934 sale VLT.  Da questa lista, abbiamo volontariamente tralasciato i meno reclamizzati esercizi di totocalcio e superenalotto. Si tratta di cifre che evidenziano non una tendenza, ma un vero e proprio stile di vita. Giocare, infatti, per il cittadino italiano, non è un passatempo, ma una vera e propria attività quotidiana.

Nell’ultimo anno, abbiamo speso 19 miliardi di euro in giochi e la cifra sale a 95 se si prende in considerazione anche ciò che si è vinto e che si è rigiocato. Le stime attuali dicono che il 54,4% degli italiani (ovvero, quasi 30 milioni di persone), si concede ogni anno almeno una volta il gusto dell’azzardo legale. A riguardo, citiamo anche una recente ricerca condotta da Nomisma dal titolo “Young Millennials Monitor” sulla percezione ed il consumo di gioco azzardo tra i Millennials pubblicata su Gamingreport.it. Analizzando un campione di 11 mila giovani, si è riscontrato che, in media, i giovani spendono una somma di 20 euro settimanali nel gioco d’azzardo. L’inchiesta ha evidenziato anche un particolare tipo di relazione tra azzardo e basso rendimento scolastico, mostrando, una volta di più, che, chi si avvicina al gambling, lo fa soprattutto perchè allettato dalla possibilità di ottenere soldi senza fatica.

A contribuire all’esplosione del gambling, ha contribuito anche lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni. Giocare in rete, infatti, sta diventando l’attività preferita degli italiani.

Secondo il report stilato dall’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano, il valore del mercato dei giochi online regolamentati con vincita in denaro nel 2016 è stato pari a 1,03 miliardi di euro. Questo fenomeno ha avuto una crescita del 25% rispetto al 2015 e un’incidenza del 5.4% sul valore complessivo del gioco.

Questi numeri hanno un duplice significato. Da una parte, rendono merito al governo, che, attraverso  la creazione di una lista nera di 6.000 siti web “.com” inibiti, ha posto un freno al fenomeno del gioco illegale.  C’è, però, anche l’aspetto negativo della vicenda ed è quello maggiormente preoccupante. I giochi online, infatti, permettono a chiunque di accedere nel mondo ludico, senza alcun tipo di controllo.

Esistono dati preoccupanti riguardo al rapporto tra i giovani e la rete. L’8% dei bambini tra i 7 e gli 11 anni usa denaro online e il 17% dei giovani soffre di ludopatia. Nel nostro Paese, esistono, inoltre, 400.000 bambini tra i 7 e i 9 anni affetti da questa patologia.

Nel 2016, come ha evidenziato il Corriere.it, nel Lazio vi è stata una raccolta complessiva di 7.9 miliardi di euro nell’azzardo ed una spesa (quindi, senza calcolare il rigiocato), di 1.8 miliardi. La perdita pro capite si aggira intorno ai 370 € annui, sopra la media nazionale. A  fare la parte del leone, in questo settore, sono awp e slot machine, che da sole costituiscono 5 dei quasi 8 miliardi della raccolta e più del 50% della spesa.

Nella sola città di Roma si contano più di 20.000 macchinette, ovvero, quasi il 5% del numero complessivo in Italia. Analizzando le singole città, Roma balza in testa per quel che concerne il numero di slot attive sul territorio. Sono circa 300 dislocate tra centro storico e hinterland. A queste vanno aggiunte le cinquantamila apparecchiature ludiche, che rappresentano il 20%  su territorio nazionale. Tutti i dati citati indicano una situazione che non sembra di facile controllo.

Le stesse iniziative prese da regione Lazio e dai comuni non sembrano comunque in grado di contrastare un fenomeno, all’apparenza inarrestabile.

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