Nuove generazioni, il futuro è negli investimenti privati

Nuove generazioni, il futuro è negli investimenti privati

La situazione economica e finanziaria dell’Italia si ripercuote sul ceto medio in maniera forse anche eccessivamente esagerata rispetto alla media. Le più colpite sono infatti le nuove generazioni, assieme ai nuclei famigliari classico “bersaglio” dei tagli. Con la disoccupazione alle stelle e i piani di studio che si traducono in anni di “parcheggio” in attesa di un futuro migliore, il riscatto gratuito degli anni della laurea potrebbe essere una delle tante soluzioni interessanti per restituire speranza e per consentire ai giovani di progettare l’avvenire.

La polemica nel corso degli anni non si è però placata: si è tanto discusso dell’esercito dei “bamboccioni”: a prescindere dalla volontà più o meno marcata di “sporcarsi le mani” con mansioni ben diverse dal titolo di studio, sono in tanti ad abbandonare il tetto genitoriale dopo i 25 anni, in questo fenomeno tipicamente made in Italy che consente un inserimento nel mondo del lavoro tardivo e a singhiozzo, leggasi alla voce stage e tirocini. A complicare il quadro anche un sistema previdenziale che ancora una volta penalizzerà il futuro delle nuove generazioni, che potrebbero ritrovarsi in età pensionabile a ricevere poco più della metà dell’ultimo reddito o stipendio.

Una delle opzioni che potrebbe rendere meno nuvoloso il futuro dei giovani italiani è l’ipotesi del riscatto gratuito degli anni di laurea, secondo cui i laureati possono richiedere il versamento dei contributi relativi al percorso accademico, equiparando gli studi ad un’esperienza lavorativa. Da non sottovalutare anche il cosiddetto “bonus bebè”, con l’Inps che arriva in soccorso delle neomamme con un sussidio che possa essere utile per coprire le prime necessità.

Non è neppure da sottovalutare la scelta di guardare al futuro strizzando l’occhio al mondo della finanza. Sono sempre in crescita gli italiani che preferiscono costruire da sé un piccolo tesoretto in vista della pensione, sottoscrivendo fondi pensione a basso rischio per sé o per i propri cari. È questa l’evoluzione dei “vecchi” libretti postali e dei buoni fruttiferi, che non garantivano adeguate coperture. Discorso simile riguarda i cosiddetti PAC, acronimo di Piani di Accumulo Capitale: questi prodotti finanziari consentono infatti di investire anche gradualmente, preservando i capitali dall’inflazione e dalle imprevedibili vicissitudini dell’economia internazionale. Sia nel caso dei fondi pensione che dei PAC è fondamentale rivolgersi a consulenti finanziari esperti del settore, che sappiano cucire l’investimento sulle esigenze del cliente stesso. L’ulteriore evoluzione è data dalla trasparenza e dal costante controllo garantiti dalla tecnologia. Attraverso applicazioni e smartphone è infatti sempre possibile controllare l’andamento dei propri piani finanziari, senza rischiare brutte sorprese che possano compromettere il futuro.

Alcune regioni a statuto speciale incoraggiano anche i propri cittadini a creare piani di accumulo, pensando agli anni in cui le nuove generazioni saranno orientate verso un percorso di studi più lungo e oneroso, ma sono diversi anche i genitori che guardano al futuro della propria prole sfruttando le finestre fiscali messe a disposizione per costruire fondi pensione privati. Se quindi il mercato finanziario propone diversi strumenti per guardare al futuro con meno pessimismo, è però altrettanto importante che l’italiano medio cominci a pensare in maniera più “imprenditoriale” al proprio futuro, costruendo mattone dopo mattone un avvenire più roseo anche a fronte di una congiuntura finanziaria nazionale ed internazionale non così favorevole.

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