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Calcio / L’Italia dei talenti: le speranze Under 21 ad Euro 2019

Calcio / L’Italia dei talenti: le speranze Under 21 ad Euro 2019

Piccoli segnali di risveglio, come sempre dopo aver toccato il fondo. La mancata qualificazione ai Mondiali in Russia del 2018, gli Europei Under 21 di quest’anno e quelli della Nazionale Maggiore il prossimo, il primo in forma itinerante e durante il quale si disputeranno delle partite anche in Italia, a Roma. Tanti buoni motivi dunque per tornare a rimpolpare le prime squadre del nostro calcio di giovani ed italiani, partendo dal lavoro nei vivai, con investimenti importanti e staff tecnici adeguati: siamo sempre stati un riferimento mondiale, lo abbiamo forse dimenticato troppo a lungo, lasciandoci prendere la mano dal fenomeno del fascino estero.

L’Under 21 con cui Di Biagio si presenta ai nastri di partenza degli Europei imminenti è in grado di lottare per la vittoria finale e di strappare anche un pass olimpico per Tokyo 2020, come confermato dal mister in una recente intervista. Tanti i talenti in rosa, molti dei quali tra l’altro provenienti dal Lazio, bacino sempre florido di gioiellini negli ultimi decenni. Coperti in vari reparti, partendo ad esempio da Bonifazi: il colosso della difesa che ha firmato un gol storico contro la Juventus e sta contribuendo alla grande al magico campionato della Spal.

Stessa squadra, medesima provenienza anche se da province diverse, per Alessandro Murgia. Anche lui ha firmato un gol storico alla Juventus, ma che valse addirittura una Supercoppa Italiana quando ancora vestiva la maglia della Lazio. E poi ovviamente c’è Mirko Antonucci, in forza al Pescara ma di proprietà della Roma, ala brillante e già capace di esordire lo scorso anno con la maglia giallorossa, persino in Champions League.

L’Italia del calcio è tornata a dominare negli investimenti sui giovani, attraverso piccoli e grandi club: l’esempio migliore è il Milan, che in questi anni ha saputo rinnovarsi e rilanciarsi, con risultati alterni, pescando proprio dal vivaio. Da Donnarumma a Calabria, fino a Locatelli e Cutrone: ogni reparto con un rappresentante e qualche rimpianto lasciato per strada, come Cristante ora alla Roma. I rossoneri sono però l’esempio di come non sempre puntare sui giovani paghi, almeno non subito. Un po’ come la Fiorentina, che ha addirittura una delle rose con età media più bassa a livello europeo.

E poi c’è chi invece con una banda di giovani sfacciati è ad un passo dal poter vincere la Champions League. Parliamo ovviamente dell’Ajax, capace di eliminare Real Madrid e Juventus nei due turni ad eliminazione diretta, attraverso una serie di piccoli fenomeni alcuni dei quali già promessi sposi ai top club mondiali. Fortune alterne invece per il Borussia Dortmund, da sempre prolifico nel lanciare i giovani: quest’anno sembrava la stagione giusta per diventare anche vincenti, oltre che belli e virtuosi, ma ancora una volta il Bayern rischia di prendersi lo scettro dopo una poderosa rimonta.

Giovani e vincenti, un binomio tanto perfetto quanto colmo di insidie e fallimenti: talenti bruciati e società impazienti. Tempo al tempo, soprattutto in casa nostra: perché per tornare ad essere l’Italia che siamo sempre stati, è necessario ripartire dalle nostre giovani radici.

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