Due minturnesi tra gli indignados di Madrid

Due minturnesi tra gli indignados di Madrid

Tra gli indignados di Madrid

Tra gli indignados di Madrid

Doveva essere una tranquilla giornata di visita della splendida Madrid, dove mi trovo in vacanza per le ultime ferie dell’anno. In programma il Museo del Prado. Il nostro albergo è su Plaza Santa Ana, nel cuore della città. Scendiamo e dopo pochi metri troviamo la policia espanola, con le barricate.

Grazie a un collega di una tv locale apprendiamo della manifestazione degli indignados che si sarebbe svolta nel tardo pomeriggio. Quindi, non essendoci troppi problemi visto che con gli orari saremmo riusciti a evitare la protesta, io e Gisella, mia moglie, decidiamo di visitare il Prado. Bella giornata tra quadri stupendi di Goya, Velasquez ecc. All’uscita, con sorpresa troviamo già parecchi studenti che si sono riversati di fronte il Prado. Polizia dappertutto.

Ci allontaniamo ma presto rimaniamo imbottigliati nel mezzo. Cominciano i primi tafferugli, cerchiamo di allontanarci. Rientrare All’albergo è impossibile: è tutto chiuso. Possiamo solo aspettare e allontanarci dagli scontri violenti. Sentiamo colpi di fucile, solo dopo un po’ apprendiamo che si trattano di colpi di gomma.

Intorno c’è solo caos, riuscire a capire cosa succede è difficile. Qualcosa riesco a vederla grazie a Twitter, quando riesco ad avere la linea. Solo in tarda serata riusciamo a inserirci in un varco tra la polizia, perché la situazione comincia ad essere più tranquilla. In albergo scambio qualche chiacchiera con alcuni madrileuni, che mi dicono che questa protesta non serve a niente, che cose rimangono così come sono. E penso che in Italia, nemmeno ci proviamo a fare proteste, forse siamo troppo disillusi e rassegnati.

Scritto in fretta con il cellulare. Da Madrid.

Giuseppe Mallozzi

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