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Scandalo Regione Lazio, Franco Fiorito finisce in carcere. Per i pm c’è pericolo fuga e reiterazione del reato

Scandalo Regione Lazio, Franco Fiorito finisce in carcere. Per i pm c’è pericolo fuga e reiterazione del reato

Franco Fiorito

Franco Fiorito

L’ex capogruppo del Popolo della Libertà alla Regione Lazio, Franco Fiorito, è stato arrestato dagli uomini del nucleo valutario della Guardia di Finanza per l’accusa di peculato in quanto ha utilizzato fondi del partito a fini personali. Nell’ambito dello scandalo Regione Lazio, che ha portato la Governatrice Renata Polverini a rassegnare le dimissioni, la Procura della Repubblica di Roma ha contestato a “er Batman” l’appropriazione di una somma che si aggira intorno al milione e 300mila euro. L’ordinanza di custodia nei confronti dell’esponente laziale del PdL è stata emessa dal gip Stefano Aprile su richiesta del pm Alberto Pioletti e del procuratore aggiunto Alberto Caperna.

Nell’ordinanza emessa dal gip Aprile si sottolinea il pericolo di fuga e l’inquinamento probatorio. Attualmente sono in corso ulteriori perquisizioni nelle sue abitazioni. Fino a qualche giorno fa Franco Fiorito, che andrà in pensione con 4mila euro al mese, annunciava ai quattro venti la volontà di ricandidarsi. L’avvocato difensore di “er Batman”, l’ex deputato del PdL Carlo Taormina, ha contestato il reato di peculato stabilito dal gip poiché secondo lui dovrebbe essere di appropriazione indebita in quanto la montagna di soldi entrata nelle casse del gruppo è espressione del partito quindi equiparato a un’associazione privata. Taormina ha annunciato che farà ricorso al tribunale del riesame contro il provvedimento di arresto. Fiorito è al momento in carcere e probabilmente domani sarà interrogato dal giudice.

 

Le spese folli della Giunta Polverini

I dati che emergono dall’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma sull’ex capogruppo delPopolo della Libertà nella Regione Lazio, Franco Fiorito, sono davvero raccapriccianti e allo stesso tempo stanno finalmente ponendo l’attenzione sugli sprechi e sulle spese folli della Giunta del Lazio e in generale sugli eccessivi ed esorbitanti costi della politica in tutte le Regioni e Province italiane. Il Popolo della Libertà rischia l’implosione a livello nazionale per il caso Fiorito con una guerra aperta tra gli ex di An e gli ex di FI.

Le spese folli della Giunta Polverini farebbero rabbrividire qualsiasi cittadino. Quali sono le spese? Ma soprattutto cosa ne hanno fatto? A cosa sono servite? La consigliera regionale del Popolo della Libertà nonché presidente della Commissione cultura, spettacolo e sport della Regione Lazio Veronica Cappellaro ha sprecato mille euro dei fondi del suo partito per farsi un book fotografico in uno studio del centro della Capitale. Una scelta nobile e sicuramente di buon gusto! E la Polverini? Anche lei ha assunto un fotografo, Edmondo Zanini, che costa alla Regione Lazio ben 75mila euro all’anno! Questa assunzione della Giunta Polverini scatenò un bel po’ di polemiche.

Dall’ottobre 2011 Gabriella Peluso guida la “Verifica dell’attuazione delle politiche regionali e del programma di governo” con un contratto da dirigente da 122mila euro all’anno! E i costi faraonici per i vitalizi degli assessori esterni (14) fortemente voluti dallo staff della Polverini? I contribuenti sborseranno la bellezza di un milione lordo l’anno per circa un trentennio! Se invece gli assessori fossero interni, si risparmierebbe oltre un milione di euro. Ma si sa l’Italia è in crisi perenne per la classe politica che sperpera denaro pubblico per la casta e poi flagella i cittadini con tasse e imposte salatissime. La Giunta della Regione Lazio costa 5 milioni di euro all’anno senza tener conto della pensione. Per di più ogni ogni assessore ha diritto a uno staff di dieci persone anche se in alcuni casi (Gabriella Sentinelli, assessore all’Istruzione) si tocca anche quota 17! Le costosissime auto blu in Regione sono 68 e crescono giorno per giorno le società regionali che hanno al loro interno ben 1.300 dipendenti.

Nel tritacarne delle polemiche è giustamente finita la Governatrice Renata Polverini che nel corso del Consiglio straordinario di lunedì 17 settembre si è scusata con tutti i cittadini del Lazio e si è dichiarata estranea ai fatti che hanno visto protagonista il suo consigliere Franco Fiorito, che è indagato per peculato per via della gestione dei fondi attribuiti al gruppo PdL. Soldi pubblici utilizzati per scopi e fini personali, così come è successo nel recente passato a LusiBossi e altri illustri personaggi della casta.

Renata Polverini ha chiesto pulizia all’interno del partito, ma forse dovrebbe essere proprio lei a fare il primo passo indietro. Ha annunciato che lunedì saranno pubblicati online i conti della sua lista, ma il consigliere regionale del Partito Radicale Rocco Berardo ha spiegato che lo scandalo non riguarda solamente cene, fatture false e rimborsi ma anche le assurde e gigantesche spese strutturali che da anni non vengono razionalizzate oltre a tante altre spese faroniche e per lo più inutili. presenti altri big del partito) dove è stata siglata una tregua. Al termine del vertice l’ex ministro della Difesa ha affermato che l’incontro è andato benissimo, precisando che non si è mai parlato di scissioni interne.

Gli ultimi sviluppi del caso Fiorito hanno però scatenato nuovi attacchi e critiche nei confronti della Polverini dato che l’ex capogruppo del PdL ha parlato ai magistrati di un “sistema” che disciplinava la spartizione dei fondi, facendo esplicitamente il suo nome. Molti invocano le sue dimissioni poiché fare politica in questo modo è davvero ripugnante soprattutto perché si sperpera denaro pubblico per i soliti privilegiati della casta senza pensare ai reali problemi dei cittadini che oggi come oggi non riescono ad arrivare neanche a metà mese e hanno perso il lavoro per colpa della crisi economica e di leggi sbagliate. Quando finirà questo spreco di denaro pubblico?

 

Fiorito: “Così distribuivo i soldi”

L’ex capogruppo del Popolo della Libertà alla Regione Lazio, Franco Fiorito, ha lanciato accuse pesanti nei confronti dei vertici regionali del partito e poi le ha ritrattate. E’ guerra aperta all’interno del PdL laziale dopo che l’ex capogruppo, soprannominato “er Batman”, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Roma per peculato nell’ambito della gestione di fondi pubblici. Durante l’interrogatorio fiume davanti al procuratore aggiunto Alberto Caperna e al sostituto Alberto Pioletti ha sviscerato nei minimi dettagli il “sistema Lazio” facendo nomi e circostanze che inguaiano la Governatrice Renata Polverini. Gli inquirenti hanno scoperto che la cifra che è transitata sui conti italiani e spagnoli di Fiorito è molto più alta di quanto si credeva: oltre 1 milione di euro!

Franco Fiorito ha parlato ai magistrati del patto occulto e della presidente della Regione Lazio, tirando in ballo le sue responsabilità. «È stato l’ufficio di presidenza del Consiglio a fissare le regole– ha sottolineato l’ex capogruppo – ma le indicazioni su come erogare i finanziamenti sono arrivati dalla Giunte regionale. E dunque Renata Polverini sapeva perfettamente come funzionava, non poteva ignorare che si fosse deciso di assegnare 100 mila euro ad ogni consigliere che però potevano essere aumentati fino a 300 mila. Anche perché lei stessa è sostenuta da una lista che porta il suo nome – ha proseguito -, godeva di queste elargizioni e provvedeva poi alla spartizione tra i vari consiglieri. C’era un accordo per consentire una simile procedura e, a seconda dell’incarico ricoperto, si riuscivano ad ottenere somme sempre più alte». Nel mirino di Fiorito è finito anche il presidente del Consiglio regionale Mario Abbruzzese, rivelando che dopo la delibera della Giunta era lui a verificare tutte le voci di bilancio e a reperire da quegli accantonamenti il denaro utile per garantire almeno 100mila euro a ogni consigliere.

L’ex capogruppo del PdL ha poi consegnato ai magistrati anche una lettera datata 18 luglio che testimonia nei fatti che tutti erano ben informati delle numerose irregolarità (spese folli senza documentazione e prive di riscontri effettivi): da Renata Polverini ai consiglieri del PdL, fino ad Abbruzzese e al suo vice De Romanis. E’ stata una strategia per ottenere una copertura? Il dubbio rimane. Ha raccontato che i consigliere regionali gli chiedevano sempre soldi e lo tormentavano quotidianamente. Ecco alcuni nomi che “er Batman” ha fatto agli inquirenti. Chiara Colosimo prese almeno 50mila euro per le manifestazioni alle quali partecipavano alcuni big del PdL: Giorgia Meloni e Fabio RampelliDi Lidia Nobili gli chiedeva continuamente soldi, più di quanti gliene spettassero. Carlo De Romanis otteneva finanziamenti per i giovani del Ppe, Giancarlo Miele per i buoni benzina, cravatte e cene. Mentre per quanto riguarda Andrea Bernaudo crede che abbia concesso consulenze fittizie. Veronica Cappellaro e Romolo Del Balzo hanno sistemato alcuni parenti alla Regione. Poi a “Porta a Porta”, Fiorito ha fatto qualche passo indietro sulla Polverini sostenendo di non aver mai detto che la Governatrice del Lazio sapeva!

Ora si sta cercando in tutti i modi di minimizzare lo scandalo per salvare il titanic che sta affondando, ma chi ha rubato soldi pubblici dovrebbe avere l’onestà e il buon senso di fare mea culpa e di pagarne le dovute conseguenze (andare a casa o come succede in America e in altri Paesi occidentali andare in carcere). E’ pura utopia per un Paese che condanna gli onesti e i giovani, ma non i ladri e corrotti? La classe politica non può continuare a sperperare denaro pubblico per cene, viaggi e vacanze lussuose e tanto altro ancora alla faccia di tutti i cittadini che lavorano onestamente e di tutti coloro che un’occupazione non ce l’hanno per colpa loro!

Fonte: Politica24

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