La pianta organica fatta solo per i dirigenti

La pianta organica fatta solo per i dirigenti

comune minturno

Il Comune di Minturno

Il decreto sulla riduzione della spesa pubblica a Minturno non è arrivato. Infatti, ad appena quattro mesi dall’insediamento e da poco più di un mese della nuova disposizione di Monti, sulla spending review, troviamo una delibera, 136/2012, che incrementa il numero delle funzioni apicali che il Commissario prefettizio, senza legge Monti, aveva gia ridotto a otto unità.

Le funzioni apicali in quel dell’urbanistica e Lavori pubblici diventano addirittura quattro dalle due precedenti e queste, insieme alle altre, determineranno un forte incremento di spesa che i cittadini dovranno affrontare o con le variazioni di bilancio e con le tasse che dovranno essere riviste, o a scapito dei servizi che non saranno più garantiti.

Certo che Monti è andato al di là dei compromessi amministrativi che si registrano a Minturno. Il Presidente del consiglio ha disposto, con i Ministri, una norma che riduce del 10% i dirigenti pubblici, per dimostrare all’opinione pubblica che in questi anni si è abusato molto del danaro dei cittadini e che occorre ridimensionare la spesa. Minturno esce come sempre dalle linee guida del paese e si adopera perché le sue funzioni di vertice aumentino del 50% ( da otto a dodici).

C’è da rilevare che nel frattempo i numero dei dipendenti non ha avuto alcun incremento di personale che indicasse la necessità di una nuova operosità di tali dirigenti. Da oltre un anno gli uffici sono stati retti da otto funzioni apicali ed addirittura senza neanche il segretario Generale. Inoltre non risulta ci siano state nuove incombenze sopravvenute che giustificano detto organigramma amministrativo, anzi c’è da aspettarsi che la polverizzazione dei compiti porterà ad un sensibile aumento del caos e dei tempi di “lavorazione” delle pratiche, sia per i passaggi amministrativi che per l’accavallarsi di compiti e competenze.

Questo Comune dimostra di non avere un programma su cui far capo dei propri dipendenti, impiantare la propria organizzazione e disporre la rivoluzione del vertice. Mancano le necessarie disposizioni dei risultati da conseguire, la mole di produzione di atti da portare a buon fine ed il valore economico della gestione dei settori diretti in rapporto al bilancio Comunale. Senza determinare una griglia di valori economici del lavoro da produrre si spendono risorse sudate dai cittadini.

Senza alcuna premessa sulla celerità dei passaggi amministrativi, si rischia di incrementare solo il “carrozzone” che manda avanti il palazzo Comunale. Anche sul piano meramente meritocratico si fa spazio all’anzianità di servizio negli uffici più che alla norma che prevede i titoli accademici per la conduzione dei servizi . Questo produrrà necessari contratti di servizi per supportare alcuni procedimenti di notevole interesse collettivo, la progettazione, la gestione delle risorse, la contabilità, la meccanizzazione, la digitalizzazione di documenti, l’informatizzazione dei servizi con costi che lieviteranno ulteriormente il bilancio comunale.

Non sarebbe stato più logico prevedere una riqualificazione del personale attraverso corsi di formazione adeguati al un percorso amministrativo coerente con le nuove tecnologie? Forse a Minturno neanche le nuove tecnologie entreranno negli uffici, basti pensare che il protocollo è nel palazzo comunale e per l’edilizia privata, piani paesaggistici ed urbanistica, i dirigenti devono recarsi nella casa comunale, prendere la “mappata”, (fascicoli), e portarli alla nuova sede a proprie spese e responsabilità. Il protocollo informatico viene tenuto lontano dalle procedure, appare sempre più un fastidio o una indebita intromissione nei procedimenti.

Antonio Gagliardi

 

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