Spese enormi per i randagi

Spese enormi per i randagi

Canile

Canile

Ammontano ad oltre 40mila euro le liquidazioni effettuate dal servizio igiene pubblica del Comune di Minturno in favore della ditta «Val Srl» di Gaeta per due fatture relative ai mesi di agosto e settembre. Due mesi soltanto, relativi alla custodia e il mantenimento in vita dei cani accalappiati. È il contenuto delle determine 127 del 2 ottobre e 154 del 29 ottobre 2012. Nella prima l’ammontare è di 27mila euro, iva inclusa; nella seconda 13.470,93 euro. Totale 40.470,93 euro.

Una bella cifra, dovuta al fatto che la struttura di Fondi non poteva più ospitare altri animali, quindi l’amministrazione si è dovuta servire del canile di Gaeta. Una somma importante, che fa intendere quanti soldi vengono sborsati per i cani randagi, pur possedendo il Comune di Minturno un proprio canile, in località Pantano Irto, che ad oggi non ha ancora aperto i battenti. Nel frattempo si sono succedute tre amministrazioni ma il problema della mancata apertura resta sempre lo stesso: l’allaccio dell’energia elettrica.

Uno scoglio che sembra non così semplice da arginare visto che se ne parla da anni. A quanto si apprende, tutto dipende dalla burocrazia, con autorizzazioni e permessi che non arrivano. L’Enel necessiterebbe dell’installazione di sette pali per portare i fili per via area. Sembra una cosa semplicissima, eppure per farlo servono diverse autorizzazioni e pareri da parte di alcuni enti, tra i quali figurano la Provincia di Latina e la Sovrintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, essendo l’area di Pantano Irto sotto il vincolo archeologico.

Allo stato attuale il Comune di Minturno paga oltre 250mila euro all’anno per il mantenimento di quasi 270 randagi, ovvero 926 euro circa a cane. Una cifra consistente, che potrebbe essere benissimo risparmiata per essere utilizzata, per esempio, nei servizi sociali, come aiuto a famiglie meno abbienti e a disabili. Invece, va a finire nelle casse del Comune di Fondi, che ringrazia.

La struttura di Pantano Irto, infine, è ancora in attesa di lavori propedeutici all’apertura, il cui appalto è stato affidato un anno fa alla ditta «Accetta Eduardo Srl» per una spesa ammontante a oltre 31mila euro. Altro denaro pubblico per un fabbricato che rischia la fatiscenza.
Giuseppe Mallozzi

La Provincia 24-11-2012

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