Torna la tradizione secolare dei falò per la Festività di San Giuseppe

Torna la tradizione secolare dei falò per la Festività di San Giuseppe

Chiesa dell'Immacolata

Chiesa dell'Immacolata

La tradizione vuole che i cumuli di legna prodotti dalla potature dei vigneti vengano in gruppi di fascine lasciate dai contadini nelle loro terre in attesa di essere portate nei posti dove verranno fatti i falò in occasione della festività popolare di San Giuseppe. Con la legna verranno creati nelle varie località dei pirotecnici falò accesi nelle piazze a illuminare la notte di San Giuseppe, con un rituale che si conserva nei tempi. Queste pire fin dai tempi antichi venivano accese in segno propiziatorio e servivano a ingraziarsi le forze della natura, a indicare che l’inverno con i suoi rigori e le sue miserie cedeva il passo alla primavera, quindi l’avvento della stagione dei raccolti e della rinascita della natura.

La tradizione non s’è persa e ancor oggi, girando qua e là per la campagna o per i centri urbani vicini alle tradizioni contadine, si vedono i falò accesi nel segno di una tradizione che non vien meno e che diviene occasione per festeggiare e riunire le famiglie.
Questi riti sono accompagnati da musiche e canti, cibi e dolci consumati all’aperto, al fuoco scoppiettante dei falò; in alcune località vengono distribuite anche ai visitatori provenienti da altre località cibo, dolciumi e vino.

In alcune località quando le fiamme del falò sono ormai basse, molti, aiutati dal vino e dal cibo che contribuisce a dare coraggio, sfidano il fuoco saltandogli attraverso; nell’immaginario del rituale, che affonda le sue radici in epoche storiche lontanissime, tali salti avevano l’inconscio significato dell’uomo che sfida e domina le forze della natura.

Nella nostra amata arcidiocesi in varie località si ripetono ogni anno tali usanze contadine; in particolare nella comunità parrocchiale di Maria Santissima Immacolata in Scauri dove si custodisce un antico dipinto che rappresenta San Giuseppe.
Un’icona artistica che i tedeschi in ritirata nel 1944 trafugarono per portarlo in Germania, ma, a causa di un ripiegamento improvviso, abbandonarono l’opera in un appartamento privato dove avevano trovato riparo e da lì a fine guerra è ritornato in possesso all’indimenticabile primo parroco di Scauri don Antonio Pecorini.

Il programma prevede un triduo al Santo tutte le sere alle ore 18.00 con la santa messa nelle giornate del 16 – 17 – 18 marzo prossimo.
Domenica 18 marzo in particolare alle ore 19.00 nel Campo Sportivo “don Antonio Pecorini”, che è adiacente alla Chiesa parrocchiale vi saranno i tradizionali falò in onore di San Giuseppe e si vivrà un momento di fraternità, allietato dalla musica di Flavio e Pietro e il Gruppo Giovanissimi della Parrocchia, con balli sotto il campanile e sarà possibile gustare prodotti tipici della cucina locale.
Lunedì 19 marzo Festività di San Giuseppe con sante messe alle ore 9.00 e alle ore 18.00 e vespri e santo rosario alle ore 17.30.
Per informazioni consultare il sito www.immacolata-scauri.it .

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