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Il direttore generale della Vtm (ex Prima Iver): “Non chiudiamo, andremo avanti nonostante l’incendio”

Il direttore generale della Vtm (ex Prima Iver): “Non chiudiamo, andremo avanti nonostante l’incendio”

Gli operai della Vtm (ex Prima Iver)

Gli operai della Vtm (ex Prima Iver)

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Lo stabilimento Vtm di Minturno non chiuderà i battenti. La ex Prima Iver, nonostante il duro colpo avuto in seguito all’incendio di venerdì mattina che ha quasi distrutto un capannone e un impianto di verniciatura, proseguirà il proprio lavoro. Ieri mattina, nonostante fosse domenica, gli operai sono riusciti a rimettere in sesto l’impianto C, più nuovo rispetto a quello andato a fuoco, per cui continueranno con le commesse interrotte. Al momento stavano verniciando i paraurti del Fiat Ducato per conto della Magneti Marelli, in collegamento con l’azienda Sevel di Atessa, in provincia di Chieti. E proprio i tecnici della Magneti Marelli giungeranno a Minturno il prossimo 4 gennaio per sincerarsi che sia tutto a norma per proseguire la produzione. Messo in funzione l’impianto, si sta provvedendo alla programmazione del computer che si dovrà quindi settare sulla commessa del Ducato.

Il direttore generale della Vtm, Riccardo Semrov

Il direttore generale della Vtm, Riccardo Semrov

Sullo stato di salute della Vtm si è espresso il direttore generale Riccardo Semrov, presente da venerdì in azienda fino a dopo Capodanno, che ha tranquillizzato le maestranze sul loro futuro. «In piena crisi – ha dichiarato – stiamo tenendo botta. Anzi, proseguono gli investimenti. Stiamo infatti provvedendo a implementare la tecnologia inserendo il “Power Wash” per il lavaggio dei pezzi di ricambio, in linea con quanto richiesto dal mercato tedesco. In questo modo potremo prendere commesse anche dalla Germania e lavorare con marchi importanti come Audi e Volkswagen».

L'impianto C della Vtm

L’impianto C della Vtm

Riguardo l’impianto B, danneggiato dall’incendio, Semrov ha detto che si può recuperare: «Per fortuna il forno è rimasto intatto e non presenta danni nemmeno la catenatura. Si tratta di un impianto che costa oltre due milioni di euro. Anche il capannone si può riparare, anzi l’intenzione è quella di riconvertilo per ampliare i nostri servizi. Il danno provocato dall’incendio si può ammortizzare. A parte questo incidente, abbiamo chiuso l’anno molto bene, con nuove commesse per l’anno nuovo».

Infine, previste nuove assunzioni: «Per la fine della primavera prevediamo di assumere altre 10-12 persone, così potremo passare dagli attuali due turni di lavoro a tre. Non abbiamo alcuna intenzione di mollare qui a Minturno, anzi vogliamo migliorare questo stabilimento e non lascerò da soli i lavoratori». In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo queste parole fanno bene al cuore e all’anima di chi, nel pieno dello sconforto, aveva visto andare in fumo, in quel drammatico incendio di venerdì mattina, i sacrifici di una vita.
Giuseppe Mallozzi

La Provincia 31-12-2012

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