Una nuova ipotesi per il toponimo Scauri, il saggio di Salvatore Cardillo e Massimo Miranda

Una nuova ipotesi per il toponimo Scauri, il saggio di Salvatore Cardillo e Massimo Miranda

La copertina del libro

La copertina del libro

“Scauri, li Scauli e l’invenzione della villa di Marco Emilio Scauro”, questo il titolo del nuovo saggio storico che ipotizza la derivazione Alto-Medievale del toponimo Scauri. L’ ipotesi di derivazione “romana”, risalente al console e senatore Marco Emilio Scauro, altro non sarebbe che un’invenzione del XVIII sec. Salvatore Cardillo e Massimo Miranda gli autori del libro.

Il saggio storico, molto rigoroso nella documentazione archivistica e bibliotecaria, smonta l’ipotesi della derivazione romana del toponimo, legata agli Emili Scauri. Tradizione romana che infatti galleggia tra affermazioni non dimostrate da alcuna fonte seria e invenzioni vere e proprie, attuate da falsari pienamente riconosciuti dalla storiografia.

La seconda parte del libro, in cui si citano parecchie fonti inedite, mai documentate sinora, propone una nuova ipotesi: il toponimo sarebbe di origine Alto-Medievale, legato probabilmente alla presenza bizantina del vicino Ducato di Gaeta. Un bel “viaggio” storico e documentario, che racconta i luoghi scauresi dal Medioevo sino al XIX secolo.

Non mancano piccole curiosità. Come quella – veramente notevole – che racconta di una tradizione, ancora presente durante il XVI secolo, poi evidentemente andata perduta, che tramandava la notizia che il Governatore della Galilea, Ponzio Pilato, fosse nato proprio a Scauri.

Scauri, li Scauli e l’invenzione della villa di Marco Emilio Scauro
Salvatore Cardillo, Massimo Miranda.
Edizioni Youcanprint, 2013. 140 pag. – 12 euro

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