L’Atletico Virtus Scauri approda alle Final Eight

L’Atletico Virtus Scauri approda alle Final Eight

Atletico Virtus Scauri

Atletico Virtus Scauri

È la rete del 3-1 che equilibra il punteggio dell’andata e porta ad i calci di rigore. All’apoteosi dei giocatori e dirigenza della Vigor Perconti per l’insperato epilogo, si contrappone il silenzio assordante tra la compagine scaurese. Un risultato non ha una connotazione morale, è solo la somma dei gol segnati eppure per i giocatori dello Scauri leggere quel 3-1 era sembrato quanto di più ingiusto si potesse verificare loro in quel momento.

Scorrevano nelle loro menti le immagini della trasferta di Anagni, l’emozione di dover scontrare l’imbattibile CT Eur al secondo turno, il triste ritorno dalla trasferta romana dopo la debacle dell’andata, l’impresa eroica, irripetibile dell’8-3 del ritorno e le mille occasioni sfumate e sciupate in casa contro la Vigor Perconti, che avrebbero potuto chiudere in anticipo il discorso qualificazione. Mister Treglia è consapevole di quello che stanno pensando i suoi ragazzi, è conscio della loro delusione, di doversi giocare tutto ai calci di rigore, quando il campo aveva dimostrato chi avrebbe meritato senza dubbio l’accesso alle finali, se solo un arbitro troppo precipitoso non avesse omesso di dare un vantaggio che si era tramutato in gol.

Ma il mister sa che così come un risultato è solo un’espressione numerica che non vuole esprimere giustizia o ingiustizia, altrettanto i rigori non sono una pura lotteria, altrimenti si sceglierebbe di lanciare una monetina, sono l’apice della tecnica, della freddezza, della capacità di ipnotizzare il diretto avversario. Tirare o parare un rigore che vale le final eight non lo si fa per caso, ma dimostra coraggio ed incoscienza, consapevolezza dei propri mezzi e desiderio di superarli.

La scelta dei rigoristi è difficile, il mister ha a disposizione una squadra rimaneggiata, priva di Sorrentino, Simeoni, Saviano, tutti eccellenti rigoristi, ma ha fiducia incondizionata dei suoi giocatori. Petrella si esalta, para i primi due rigori. Stanziale, Colacicco, autore dello splendido 1-1, e Guastaferro sono dei cecchini, Corona è sfortunato e coglie portiere e palo. Per il quinto rigore si presenta Antonio Conte, gregario di lusso.

Il suo tiro è freddo, angolato, chirurgico e fa esplodere la gioia dei ragazzi dello Scauri. È meraviglioso pensare che questa qualificazione sia dovuta passare per i piedi di tutti, anche di chi, come Antonio, ha avuto a disposizione meno minutaggio degli altri. È la festa dell’Atletico Virtus Scauri, di una società che ha puntato solo su giovani locali senza spese folli. L’accesso alle final eight, unica squadra del girone D di C2, è il primo traguardo parziale raggiunto e testimonia l’ottimo lavoro svolto da mister Treglia. Così come lo testimonia lo splendido campionato condotto.

Essere al secondo posto, a meno tre dalla corazzata Mirafin con una partita in meno ed avendo vinto lo scontro diretto, significa che i sacrifici settimanali, che le corse per arrivare puntuali agli allenamenti, che le estenuanti sedute a provare e riprovare schemi da calcio da fermo, non sono vani, non sono inutili, ma sono le fondamenta per poter ambire a grandi risultati. Essere lì a giocarsi la coppa tra le magnifiche otto dell’intera regione Lazio, essere lì a giocarsi il campionato punto a punto contro superfavorite come Mirafin e Gymnastic deve essere motivo di orgoglio per l’Atletico Virtus Scauri, orgoglio, ma non appagamento. Ora che ciascun obiettivo iniziale è ancora a portata di mano rilassarsi non sarebbe un peccato, ma un vero e proprio delitto.

 

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