Processo Ego Eco, sfilano i testi della difesa

Processo Ego Eco, sfilano i testi della difesa

Ego Eco, deposito ex Asia

Ego Eco, deposito ex Asia

L’audizione di alcuni testi della difesa e di un consulente di parte ha caratterizzato l’udienza di ieri del processo, che si sta celebrando davanti il giudice unico del Tribunale di Gaeta Carla Menichetti, sulla scandalo per l’illecita gestione dei rifiuti al comune di Minturno da parte della Ego Eco di Cassino.

Il dibattimento ha visto sfilare una buona fetta della politica minturnese schierata a difesa degli 11 tra amministratori comunali, dipendenti e rappresentanti legali della “Ego Eco” finiti nei guai nell’inchiesta tre anni fa con le ipotesi di reato di truffa e frode negli appalti pubblici. Si tratta dell’ex sindaco di Minturno Giuseppe Sardelli, del consigliere regionale uscente del Pdl Romolo Del Balzo, Anna Antonia Romano, Carmine Violo, Anacleto Fini, Gerardo Ruggeri, Michele Camerota, Giuseppe Papa, Liberato De Simone, Vittorio e Augusta Ciummo, difesi dagli avvocati Massimo Signore, Luca Giudetti, Gianni Lauretti, Maria Letizia Casale, Camillo Irace, Mario Signore, Massimo Perrino, Angelo e Oreste Palmieri, Giancarlo Ciufo, Mattia Aprea, Federico Mondello, Simeone ed Archimede Fusco.

Gli ex consiglieri comunali Franco Tuccinardi, Maurizio Faticoni e Filippo Marino hanno sostanzialmente difeso i progressi compiuti con l’affidamento in quegli anni dell’appalto alla Cic. A loro dire la raccolta differenziata passò da percentuali inferiori all’1 per cento fino al 6 per cento. Hanno affermato poi che l’ufficio ambiente svolgeva regolarmente il suo ruolo “ispettivo”, pur non essendoci nessun rapporto di interdipendenza tra commissione e tecnici addetti alla vigilanza.

Contestata dalla difesa di Giuseppe Papa la perizia effettuata dall’ingegner Boeri per conto della procura e depositata durante un’udienza precedente. Chiamato sul banco dei testimoni, l’ingegner Giampaolo Natale ha dimostrato come i costi dell’appalto della nettezza urbana tra il 2003 ed il 2005, fossero inferiori ai costi medi nazionali, parlando anche di un forte aumento nel triennio delle quantità da smaltire rispetto alle previsioni contrattuali. Secondo Natale, dunque, sarebbe difficile pensare che in quel periodo mezzi ed attrezzature messi a disposizione dell’azienda fossero diminuiti. Una tesi contestata fortemente dal pm Tillo a cui si sono aggiunte le domande di chiarimento poste dal giudice Menichetti. Ne è venuto fuori che la perizia è stata formulata interpretando a suo modo i dati già inseriti nella perizia della procura, senza aver raccolto dunque elementi nuovi dal comune di Minturno.

Dalle testimonianze conclusive di autisti, operai ed una volontaria è emerso invece il ruolo, di fatto molto simile a quello di “capo cantiere” di Liberato De Simone, che giocava anche un ruolo nella predisposizione dei formulari per i camion che poi si recavano in discarica. Prossima udienza l’8 aprile.

Saverio Forte

Ti è piaciuto questo articolo? Sostieni Minturnet con una DONAZIONE --> CLICCA QUI!



Segui Minturnet su Facebook e Twitter per essere sempre aggiornato


Iscriviti alla Newsletter gratuita. Clicca qui!

Usa Facebook per lasciare un commento a questo articolo

Share