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Sprechi, condannato l’ex sindaco Giovanni Baldascino. Ribaltata in appello la sentenza assolutoria

Sprechi, condannato l’ex sindaco Giovanni Baldascino. Ribaltata in appello la sentenza assolutoria

Giovanni Baldascino

Giovanni Baldascino

Ribaltata in appello la sentenza con cui l’ex sindaco Giovanni Baldascino era stato assolto dall’accusa di danno erariale. Accogliendo il ricorso del procuratore regionale del Lazio, la seconda sezione giurisdizionale centrale d’appello della Corte dei Conti, presieduta dal giudice Gabriele De Sanctis, ha condannato l’ex primo cittadino a risarcire seimila euro, più interessi, al Comune di Minturno.

La vicenda riguarda un contenzioso con la ditta che, oltre venti anni fa, si occupava del servizio rifiuti a Minturno, la società “Pro.Chi.” Nel 2002 la Procura regionale per il Lazio aveva citato a giudizio Simone Pimpinella, sindaco di Minturno dall’11 agosto 1988 all’8 agosto 1990, e Giovanni Baldascino, sindaco dal 21 agosto al 31 dicembre 1990, chiedendo loro di risarcire 21.661 euro all’ente pubblico per aver tenuto una “condotta omissiva gravemente colposa in occasione dello svolgimento di un giudizio civile di risarcimento del danno, promosso nei confronti del Comune dalla Pro.Chi. che aveva portato a pagare due volte la stessa somma alla ditta in questione”.

In particolare, Pimpinella non si sarebbe attivato una volta ricevuta la notifica della citazione in giudizio e Baldascino ricevuta quella sull’interrogatorio richiesto dal giudice. Nel 2006, però, la Corte dei Conti del Lazio aveva dichiarato inammissibile l’atto di citazione per Pimpinella e assolto nel merito Baldascino. In appello la situazione è cambiata. L’atto di citazione per Pimpinella è stato ritenuto valido e su quest’ultimo dovrà ora pronunciarsi la Corte dei Conti del Lazio. Per Baldascino, invece, i giudici hanno ritenuto che sia stato responsabile di danno erariale “per non aver adottato alcuna iniziativa atta ad accettare quale fosse la reale esposizione debitoria del Comune nei confronti della Pro.Chi., essendo a tal fine sufficiente richiedere una documentata relazione ai competenti uffici amministrativi”.

Tenendo però conto che al danno per il Comune avrebbero contribuito anche altri soggetti non citati a giudizio, la Corte dei Conti ha ritenuto opportuno condannare l’ex sindaco a risarcire soltanto seimila euro.
Clemente Pistilli

La Provincia 01-03-2013

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