Stefanelli presenta interrogazione sull’Ismef

Stefanelli presenta interrogazione sull’Ismef

L'ex Sieci

L’ex Sieci

Il capogruppo di Minturno Cambia, Gerardo Stefanelli, ha presentato un’interrogazione al sindaco Paolo Graziano e all’intera amministrazione comunale in relazione alla convenzione con l’Ismef (Istituto Mediterraneo di Formazione per le Professionalità Nautiche) per la realizzazione di un istituto di studi delle attività marittime e nautiche nell’area ex Sieci.

Di seguito il testo dell’interrogazione:

“Premesso che:

Con D.C.C. n°21 del 11/06/02 veniva approvata la convenzione con l’ISMEF (da ora in poi ‘convenzione’) con i seguenti scopi: conseguire risultati di valorizzazione delle risorse professionali nel settore nautico e di crescita sociale, culturale ed economica dell’intera Comunità di Minturno attraverso la naturale vocazione nautica della stessa; operare alla valorizzazione del patrimonio immobiliare in possesso del Comune di Minturno al momento della stipula in disuso ovvero adibito ad utilizzazioni non in grado di esprimere appieno le migliori potenzialità sia in termini economici che di arricchimento socio-culturale della comunità;
Il Comune di Minturno cedeva per la realizzazione di tale attività l’utilizzo dell’area ex Sieci all’ISMEF individuando le aree a ciò asservite, indicate puntualmente nella piantina allegata alla delibera e distinte, in base al tipo di destinazione e degli oneri manutentori, in zona A, B e C.
Con successive D.C.C. n°35 del 30/07/02, D.G.C. n° 231 del 29/09/03, D.G.C. n°73 del 25/03/04, veniva concesso all’ISMEF ed all’Università di Cassino l’utilizzo del Castello Baronale di Minturno per lo svolgimento delle attività didattiche inerenti al Forum del Mare.
Con D.C.C. n°50 del 29/11/06 la concessione dell’area ex Sieci veniva prorogata per anni 30 al fine di consentire l’utilizzo dei finanziamenti previsti nel Bilancio del Ministero della Navigazione.

Considerato:

l’importanza dell’iniziativa per la Comunità di Minturno in termini di sviluppo delle competenze e delle prospettive occupazionali.
la centralità che lo sviluppo dell’area ex Sieci può rivestire ai fini del rilancio economico e della pianificazione urbanistica del territorio.
l’interesse del Comune che l’iniziativa possa finalmente esprimere tutte le sue potenzialità per il territorio.
il ruolo che il Consiglio Comunale deve svolgere in relazione agli adempimenti previsti dalla convenzione; e ritenuto opportuno, nella ricorrenza del 10° Anniversario della stipula della convenzione, tracciare un bilancio di quanto è stato effettivamente realizzato e di quanto ancora si possa fare, anche alla luce dei tagli collegati alla “spending review”.

Si interroga il Sindaco e l’Amministrazione sui seguenti punti:

1) Quali iniziative sono state realizzate in esecuzione della convenzione tra il Comune e l’ISMEF per i fini indicati nell’articolo 1 della convenzione.

2) Quali risorse sono state destinate ad interventi strutturali sull’area ex Sieci e se la loro somma rispetti le proporzioni tra spese diverse indicate nell’art.1 comma 3 della convenzione. In particolare se corrispondono all’80% dei fondi destinati all’ISMEF.

3) Quali interventi di adeguamento, manutenzione, restauro, risanamento e valorizzazione del Castello Baronale di Minturno sono stati realizzati .

4) Se le forze di maggioranza non ritengano opportuno chiarire con apposita delibera di C.C. la destinazione d’uso e la titolarità di quelle aree che nella convenzione sono in realtà in uso esclusivo all’ISMEF (centro anziani, parcheggio piazzale Sieci, area mercato)

Quando si ritiene di dover costituire il Comitato direttivo e di monitoraggio previsto dall’art.3 commi 1 e 2 della convenzione, al fine di poter dare al Consiglio la possibilità, attraverso i due Consiglieri presenti nel comitato, di contribuire allo sviluppo delle attività previste nella convenzione, e così assolvere alle proprie responsabilità nei confronti dei cittadini, nel garantire il controllo sull’utilizzo di beni comuni e di risorse totalmente a carico della finanza pubblica.

Tutto ciò nell’intento di voler avviare una fattiva collaborazione, finalizzata a cogliere tutte le opportunità legate alla convenzione con l’ISMEF, ma anche a chiarire questioni che potrebbero creare incertezza nell’esatta determinazione dell’entrate finanziarie dell’ente.

 

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