Aggrappati ai giochi da casinò online

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Gambling

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L’accento sulla prima parola del titolo, si badi bene, va sulla penultima sillaba. Già, perché in un periodo di recessione globale, dove non esiste un settore che sia uno a non risentire della crisi economica, c’è una piccola oasi felice dove risuona un termine ormai sconosciuto ai più: crescita. Stiamo parlando del 2012 del settore dei giochi da casinò online, che ha fatto registrare numeri migliori del 17% rispetto all’esercizio precedente, passando da una spesa (degli italiani) di 433 milioni di euro a una di 507.

Spesso si dice che il settore del gambling non conosca battute d’arresto e che, anzi, sia proprio in tempi di crisi che esso prolifera senza soluzione di continuità. Ma questo è un falso mito. Basta analizzare i dati di alcuni sotto-settori, come quello delle scommesse sportive o del bingo, per capire che non è tutt’oro quello che luccica e che anche in questo ambiente esiste quel fenomeno definito come contrazione dei consumi.

Si tratta di scelte, per lo più. Che il gioco faccia parte degli usi e dei costumi degli italiani è indubbio, ma in un momento storico difficile, per via di una congiuntura economica talmente brutta che qualcuno la paragona (addirittura in peggio) alla crisi del ’29, non ci si può certo permettere di spendere come un tempo. E allora meglio dedicarsi a quei giochi, a quella tipologia di svago, che permettono di investire anche cifre minuscole, con la possibilità di divertirsi e di vincere. Proprio come blackjack, video poker, slot machine, roulette e quant’altro. Giochi da casinò online, appunto.

Il gioco come via d’uscita dalla crisi, o almeno in parte, dunque? Sì e no. Oggi occorre diversificare, come sempre, ma viste le risorse non certo abbondanti, concentrarsi su quei mercati che hanno più attrattiva. I casinò online sono un punto di riferimento, ma anche le poker room hanno grosse potenzialità, sebbene al momento il poker online abbia arrestato la sua spinta incredibile post-boom.

Si vocifera da tempo della possibilità di riaprire i circoli di poker live, che tecnicamente oggi come oggi sarebbero illegali (anche se in Italia ne rimangono aperti oltre 600). Il giro d’affari e il relativo indotto sarebbero non indifferenti, almeno stando alle stime delle associazioni di settore. E allora forse, oltre ai giochi da casinò online, avremmo un altro volano per la nostra economia.

 

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