Bando sulle aree pubbliche, Erminio Di Nora scrive al sindaco Graziano

Bando sulle aree pubbliche, Erminio Di Nora scrive al sindaco Graziano

Erminio Di Nora

Erminio Di Nora

Egregio Signor Sindaco,

ritengo che la gestione e l’affido di aree pubbliche sia un’ottima iniziativa.

E’ vero che può creare occupati nel breve e medio termine, ma è altresì vero che ciò accade maggiormente nel momento in cui vengono convocati i titolari delle attività limitrofe per organizzare al meglio un piano di gestione che non contrasti con gli interessi di nessuno.

Occorre inoltre tenere nella dovuta considerazione le regole imposte dalla legge per le associazioni, le cooperative e le persone fisiche.

Non bisogna quindi perdere di vista le frazioni, le aree dismesse, i locali affidati a questa o a quella associazione.

Un tour del Comune, diviso per età, interessi, eventi.

Creare unione tra tutte le frazioni diventa fondamentale per far conoscere il nostro territorio nel suo complesso, le aziende agricole, i centri olivicoli, i centri sociali, i prodotti tipici, le aree parco, i prodotti ittici, il tutto condito da musica, folclore e buon umore, non dimenticando il mare e il fiume Garigliano.

Il bando così fatto non indica le altre aree quali sono, non è trasparente, manca di specificare cosa accade nel caso in cui si autorizzasse l’apertura di una stessa attività già presente nel comprensorio, non chiarisce i termini delle priorità, benché questi siano rilevanti nel caso di persone con disagi psico-fisici in assenza di reddito, il bando non chiarisce chi è in grado quale progetto può essere migliore di un altro.

Può la Commissione Edilizia o Urbanistica, realizzare una graduatoria dei migliori progetti?

Non credo.

Ritengo che a parte migliorare il bando, si dovrebbe affidare la bontà dei progetti a una giuria super partes, composta da personaggi che nulla hanno a che vedere con la vita politica dell’Amministrazione.

Non credo pertanto che progettista e direttore dei lavori, ad esempio, possano essere la stessa persona.

Concludo confermando che l’iniziativa è lodevole, ma necessita di alcune modifiche del bando, e le progettualità dovrebbero prevedere la partecipazione di coloro che esercitano un’attività in prossimità delle aree individuate, molte delle quali, si capisce dal bando, sono indicate come “altre”, ma non sono specificate.

Lavoro è la parola d’ordine, ma senza favorire guerre tra “poveri” o conflitti di “parte”.

Distinti saluti

Erminio Di Nora

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