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Omicidio Franchini, attesa per il ricorso presentato dalla Procura in Cassazione

Omicidio Franchini, attesa per il ricorso presentato dalla Procura in Cassazione

Igor Franchini

Igor Franchini

Potrebbe rifarsi il processo, come per il delitto di Meredith Kercher a Perugia, a carico di Giovanni Morlando relativamente all’omicidio di Igor Franchini? A dare una risposta a questo interrogativo sarà il 23 aprile la Corte di Cassazione chiamata a pronunciarsi sul ricorso formalizzato sul filo di lana dal Procuratore generale Alberto Cozzella presso la corte d’assise d’appello avverso la clamorosa assoluzione con formula piena sentenziata il 30 gennaio 2012 dai giudici di secondo grado nei confronti di Morlando, accusato di  aver ucciso  con 43 coltellate il 24 gennaio 2009 Igor Franchini all’interno di un villino del parco Tartaglione in località S.Janni a Formia e di aver occultato il suo cadavere.

Se per quest’ultimo reato Morlando in secondo grado venne condannato a tre anni di reclusione, pena già scontata, la Procura generale è convinta che il processo per la barbara uccisione del ballerino di Scauri debba riprendere da zero, magari individuando una terza responsabilità unitamente a quella di Morlando e del suo amico Andrea Casciello, la cui condanna nel frattempo è passata in giudicato.

La difesa del 25enne giovane di Santa Croce, rappresentata dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, è convinta di no e davanti ai giudici della Suprema Corte chiederà la conferma della sentenza d’assoluzione della terza sezione della Corte d’assise d’appello perché la vicenda è stata ampiamente chiarita.

Intanto Giovanni Morlando è ricomparso ieri davanti il presidente del Tribunale di Latina Pierfrancesco De Angelis – lo stesso magistrato che l’aveva condannato in primo grado a 26 anni di carcere per l’omicidio di Igor Franchini – ma per un’altra vicenda di cui si sarebbe reso reponsabile: la tentata rapina compiuta il 7 giugno dello scorso anno ai danni del supermercato F&D Market, nel quartiere di Rio Fresco Scacciagalline a Formia oltre che per i reati di minacce, violenza e resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di sostanza stupefacente.

Sono stati sentiti alcuni testi della difesa – un’amica e il padre dell’imputato – che hanno dichiarato che quel giovane Giovanni si recato a Roma per andare a trovare un amico. Il processo è stato rinviato al 12 giugno quando saranno sentiti due Carabinieri, ci sarà la requisitoria del sostituto procuratore Daria Picozzo e la sentenza.
Saverio Forte

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