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Estorsione e usura a un pescatore, nuova udienza al Tribunale di Latina

Estorsione e usura a un pescatore, nuova udienza al Tribunale di Latina

L'aula di un tribunale

L’aula di un tribunale

Nuova udienza ieri mattina davanti al primo collegio presieduto dal giudice Pier Francesco De Angelis per i negozianti scauresi Raffaele e Maurizio Nocella. Difesi dall’avvocato Gianfranco Testa, padre e figlio sono accusati insieme a Saverio Zelati, commerciante romano in pensione, di estorsione. Al solo Maurizio Nocella è contestato anche il reato di usura, per aver prestato somme ad un tasso superiore al 30% ad un imprenditore locale.

Furono arrestati il 31 ottobre 2006 dai Carabinieri di Scauri. Secondo l’accusa stavano incassando denaro prestato a tassi del 180% annuale da una malcapitata signora scaurese: cinquemila euro, in cambio del rilascio di cambiali per lo stesso importo. Un prestito di 1.500 euro, chiesto un anno e mezzo prima per l’acquisto di un motore destinato all’imbarcazione da pesca del marito, le avrebbe fatto lievitare la somma fino ad arrivare ad ottomila euro.

Cifra praticamente quintuplicata, con tassi di interesse oscillanti attorno al 15% mensile, fino a salire al 180% annuo. Messa alle strette dai due titolari di un rinomato negozio di salumeria sull’Appia, la donna si ritrovò ad avere bisogno di altro denaro per pagare le cure del marito, affetto da una grave patologia e ricoverato in un ospedale di Roma. Ma il vortice dei debiti non le lasciava tregua. Di qui la decisione di rivolgersi ai carabinieri che compirorno un vero e proprio blitz. Ma le motivazioni della misura cautelare non ressero davanti al giudice per le indagini preliminari.

I presunti estorsori vennero immediatamente scarcerati dal gip Cario il quale non convalidò l’arresto. La decisione fu poi confermata dal Tribunale del Riesame, che respinseil ricorso presentato dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano. Ma furono rinviati a giudizio dal gup Lucia Aielli, al termine della fase preliminare. Nell’udienza di ieri sono stati sentiti due test dell’accusa e due della difesa, ma gli elementi emersi non sarebbero ancora decisivi. Il dibattimento proseguirà il prossimo 11 dicembre 2013.
Antonello Fronzuto

La Provincia 18-04-2013

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